
Sito Web: Accademia delle Scienze di Torino
Foto prese dal sito web dell’Accademia
L’Accademia delle Scienze di Torino ha lunga storia e rinomanza internazionale che ancora oggi vanta grande popolarità. La sua nascita può essere individuata nel 1757, nella Società Privata Torinese, tra i cui soci fondatori compaiono il medico Gianfrancesco Cigna, il conte Angelo Saluzzo di Monesiglio e Luigi Lagrange. La casa del conte di Saluzzo divenne presto il luogo in cui si riunivano discutendo di matematica, fisica e meccanica. Il risultato furono le attuali Memorie dell’Accademia delle Scienze, pubblicate con il titolo di Miscellanea philosophico mathematica Societatisprivatae Taurinensis. A partire da quell’embrione l’Accademia delle Scienze si è sviluppata fino ad oggi e ha ancora la sua sede storica in Via Accademia delle Scienze 6.
La sede
La sede dell’Accademia è un palazzo seicentesco, disegnato originariamente per un Collegio gesuita atto all’istruzione dei giovani ragazzi aristocratici. La proposta della costruzione di un maestoso palazzo venne al gesuita Carlo Maurizio Vota. Il cantiere venne aperto nel 1679 per volere di Maria Giovanna Battista e la direzione venne affidata a Michelangelo Garove. Nel 1773 l’ordine dei Gesuiti venne soppresso, il palazzo passa allo Stato che lo destina alla neonata Accademia delle Scienze.
La Sala dei Mappamondi. Quello che originariamente era il teatro del collegio è oggi il cuore dell’Accademia. Il suo nome deriva da due preziosi mappamondi del cartografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli che sono posizionati all’interno della Sala. Sugli angoli della volta sono raffigurati strumenti di meccanica e matematica, geografia e astronomia, di fisica e chimica e delle scienze naturali.

La Sala lettura. Vi si accede dalla Sala dei Mappamondi attraverso due porte sovrastate dai ritratti di Pitagora e Euclide. Questa sala presenta pareti completamente coperte da librerie con antichi volumi.
Sala Lunga. L’ultima Sala del piano nobile, lunga e stretta, custodisce gli schedari storici della biblioteca oltre ad importanti pubblicazioni dell’Accademia, Memorie ed Atti.
Costituzione dell’Accademia delle Scienze
Nel 1760 vi è un primo tentativo di trasformare la Società privata in Accademia, bloccato da Carlo Emanuele III e dai suoi ministri. D’altra parte le attività divennero sempre più importanti e i soci prestigiosi, tanto che ne fanno parte Benjamin Franklin, Lazzaro Spallanzani e Leonhard Euler. Nel 1783 Vittorio Amedeo III concede le lettere patenti per la fondazione della Reale Accademia delle Scienze.

Il motto scelto dai Soci fu Veritas et utilitas. Sono proposti concorsi per lo studio di innovazioni tecnologiche sociali ed economiche. Il primo fu nel 1788, a favore degli operai dei filatoi che stavano perdendo posti di lavoro a seguito di una raccolta dei gelsi. A questo ne seguirono altri in campo agricolo e per opere di divulgazione scientifica.
L’Accademia delle Scienze nell’800
Durante il periodo francese, sotto il dominio di Napoleone, l’Accademia delle Scienze è riformata. Nel 1804 Napoleone è nominato presidente onorario. Nel 1815 l’Accademia si apre anche a studi umanistici. Con il rientro dei Savoia durante la Restaurazione, l’Accademia avrà un ruolo di consulenza scientifica che il governo sfrutterà per lo sviluppo e l’industrializzazione del Piemonte e, successivamente, del Regno d’Italia. Nel 1823 l’Accademia è incaricata dal Ministero dell’interno di organizzare la sistemazione del nascente Museo Egizio, nei locali attigui. Il 1866 vede la nascita del primo volume stampato dall’Accademia: Atti della Reale Accademia.
I premi dell’Accademia
Con il trasferimento della capitale a Firenze, prima, e a Roma, poi, l’Accademia perde molto della sua rilevanza governativa. Acquisisce però prestigio culturale e scientifico. In particolare, grazie alla collaborazione con l’Università e l’appena nato Politecnico promuove congressi, convegni scientifici e rapporti internazionali.

Ne sono testimonianza il primo Premio Bressa (assegnato a Charles Darwin) nel 1879, il premio Gautieri per la Filosofia, la Storia e la Letteratura del 1891 e il premio Vallauri per le Scienze fisiche e la Letteratura latina del 1899.
Il fascismo
Nel 1922 il regime fascista modifica profondamente lo statuto dell’Accademia, introducendo norme molto restrittive per la carica, la nomina dei membri e l’amministrazione dei fondi. Il regime richiede giuramento di fedeltà, quindi chi si rifiuta come, ad esempio, lo storico Gaetano De Sanctis o lo storico dell’arte Lionello Venturi, viene allontanato dall’Accademia. Infine, le leggi razziali del 1938 causano poi altre espulsioni e perdita di incarichi. La caduta di Mussolini e la nuova costituzione della Repubblica nel 1948 ripristina la libertà di assunzione dell’Accademia.

Recenti migliorie
Nel 1983, per i 200 anni dell’Accademia, si organizzano opere di restauro della sede. Successivamente, appena due anni più tardi, si inaugurano I Mercoledì dell’Accademia, conferenze scientifiche di carattere divulgativo tenute dai soci. Nel 2005 viene pubblicato on-line il catalogo informatizzato dell’Accademia, e l’anno successivo iniziano i lavori di ristrutturazione del palazzo. Il 2013, in occasione dei duecento anni dalla morte di Lagrange, vengono organizzate mostre temporanee ed inizia un’intensa attività destinata al mondo dell’istruzione con laboratori didattici e percorsi informativi per i docenti. Infine, nel 2014, l’Accademia entra a far parte dell’ALLEA (All European Academies), ed inizia un processo di informatizzazione del suo archivio che viene messo on-line 3 anni dopo.

Soci illustri
Dal 1783 ad oggi i Soci dell’Accademia sono stati più di 3000. Questi hanno svolto la loro ricerca in diversi ambiti e molti hanno ottenuto il Premio Nobel. Tra i tanti Soci illustri ricordiamo:
Ecco il testo con le parole più rilevanti in grassetto:
- 1794. Il Volt, è l’unità di misura del potenziale elettrico e della differenza di potenziale del SI (Sistema Internazionale). Deve il nome ad Alessandro Volta, inventore della pila voltaica e Socio straniero dal 1794.
- 1804. Il Numero di Avogadro, che corrisponde a 6,02214 × 10^23, è il numero di particelle (atomi, molecole o ioni) contenute in una mole. Deve il nome ad Amedeo Avogadro, Socio corrispondente dal 1804 e nazionale dal 1819.
- 1841. Ohm è l’unità di misura della resistenza elettrica. Il suo nome deriva da quello del fisico tedesco Georg Simon Ohm, socio corrispondente dal 1841.

- 1893. Hertz, è l’unità di misura della frequenza. Prende il nome dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz, Socio corrispondente dal 1893.
- 1901. Wilhelm Conrad Röntgen, Premio Nobel per la fisica: “in riconoscimento dello straordinario servizio reso per la scoperta delle importanti radiazioni che in seguito presero il suo nome” (raggi X)
- 1904 William Ramsay, Premio Nobel per la chimica “in riconoscimento dei suoi servizi per la scoperta dei gas nobili nell’aria e la determinazione delle loro posizioni nella tavola periodica”
- 1908. Ernest Rutherford, Premio Nobel per la chimica “per i suoi studi sulla disintegrazione degli elementi e la scoperta dell’esistenza di sostanze radioattive“
- 1909. Guglielmo Marconi, Premio Nobel per la fisica con Karl Ferdinand Braun “in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili”
- 1918. Max Karl Ernst Ludwig Planck, Premio Nobel per la fisica “in riconoscimento dei suoi servizi resi per il progresso della Fisica con la sua scoperta dell’energia quantistica”
- 1938. Enrico Fermi, Premio Nobel per la fisica “per la sua dimostrazione dell’esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti”
- 1986. Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina nel 1986 con Stanley Cohen “per le loro scoperte e l’individuazione di fattori di crescita cellulare”
- 2021. Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica con Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann “per la scoperta della reciproca influenza tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”
