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Foto prese dalla rete

Alessandro Cruto nacque a Piossasco nel 1847. Curiosamente nello stesso anno nascono anche Thomas Edison e Galileo Ferraris, due figure importanti nella vita di Alessandro e nella storia che vi andiamo a raccontare.

Alessandro Cruto
Alessandro Cruto

Alessandro Cruto è di umili origini, figlio di un muratore. Si trasferisce a Torino per studiare da capomastro, riuscendo ad intrufolarsi all’università di fisica e chimica per seguirne qualche lezione. Qui apprende che carbonio e diamante hanno la stessa origine chimica, da cui nasce il suo sogno di poter trasformare il carbonio in diamante.

Con i pochi risparmi della madre acquista strumenti e materiali per i suoi esperimenti. La ricerca diventa una vera e propria ossessione. Tuttavia, le conoscenze chimiche dell’epoca sul carbonio erano ancora lacunose. Nonostante i suoi sforzi Cruto non avrebbe mai potuto avere successo proprio perché la chimica di base era ancora imperfetta e non si disponeva ancora di adeguati macchinari. Tanto che il primo diamante sintetico verrà realizzato solo molto tempo dopo nel 1953.

La lampadina!

Cruto, ovviamente, non poteva sapere che le conoscenze dell’epoca non erano ancora sufficienti. Per tanto si impegnò a fondo, seguendo anche congressi e seminari scientifici. Nel 1879 gli capitò così di seguire una conferenza di Galileo Ferraris. Scienziato di fama mondiale, Ferraris racconta i progressi di Thomas Edison sull’illuminazione elettrica.

La lampadina di Cruto

Il processo per ottenere luce da un filamento posto sottovuoto e attraversato da corrente era noto ormai da anni. Tuttavia, non si era ancora riusciti a trovare un filamento robusto, che emettesse una luce significativa e che fosse di facile produzione per industrializzare una lampadina su ampia scala.

Lo stesso Edison investì oltre 100 dollari nelle ricerche, provando diversi materiali e decidendosi per una fibra di bambù carbonizzata.

A seguito di questa conferenza Alessandro Cruto si ricordò di un filamento di carbonio cavo all’interno (tipo guaina) che aveva realizzato un paio di anni prima.

Poiché nel suo laboratorio non aveva gli strumenti per fare gli esperimenti giusti, chiese al prof. Andrea Naccari la possibilità di usare il laboratorio di fisica dell’università. Il 4 marzo 1880 Cruto accese la sua prima lampadina che forniva una gradevole, intensa e durevole luce bianca.

Alessandro Cruto sfida Edison

Purtroppo, nessuno si accorse della scoperta di Alessandro. La fama e i finanziamenti di Edison erano di gran lunga superiore ai mezzi di Cruto. Grazie al suo carisma e alle sue disponibilità economiche Edison aveva ormai convinto il mondo della bontà del filamento in bambù aprendo una fabbrica di lampadine.

Nonostante ciò, Cruto riuscì a “sfidare” la lampadina di Edison in un confronto ufficiale nel 1881. I risultati furono schiaccianti. La lampadina di Cruto durava 500 ore contro le 40 di Edison. Emetteva luce bianca e pulita contro quella giallastra e tremolante dell’americano ed era più semplice da produrre!

Alessandro Cruto
Targa commemorativa ad Alpignano

Incoraggiato da questo successo Cruto apre a Piossasco un primo impianto produttivo nel 1882. Ingaggia persino dei soffiatori di Murano per la costruzione dei bulbi. Le sue lampadine iniziano a diffondersi in tutto il Piemonte.

Nel 1885, grazie a nuovi finanziatori, apre un nuovo stabilimento ad Alpignano. La fabbrica comprende 26 dipendenti, produce 1000 lampadine al giorno e le esporta in tutto il mondo, Stati Uniti compresi.

Cruto diresse la fabbrica fino al 1889, ritirandosi poi a vita privata. Morì nel 1908, così come oggi. Dimenticato.

La fabbrica, ceduta nel 1927 alla Philips, rimane in attività fino gli anni Sessanta.

Eredità di Alessandro Cruto

Ad onore del vero, va detto che Cruto realizza la sua lampadina 5 mesi dopo quella di Edison. Tuttavia, va considerato che egli vi arrivò senza essere a conoscenza degli studi dell’americano, praticamente senza finanziatori e con mezzi molto limitati. Nonostante questo, ottenne un risultato nettamente superiore del suo rivale.

Inutile dire che la soluzione di Cruto si è imposta velocemente, mentre quella di Edison fu presto abbandonata. Il suo carattere schivo e riservato lo ha sempre portato a rifuggire onori e gloria. Edmondo De Amicis si offrì di scrivere la sua biografia, ma Cruto rifiutò con un secco: Ma non mi sembra il caso! Come detto, dopo pochi anni, nel 1889, anziché interessarsi alla fabbrica da lui fondata, preferì tornare alle sue ricerche.  

Ancora oggi, al contrario di Edison, l’opera di Cruto è completamente dimenticata.