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Amedeo di Castellamonte nacque a Torino nel 1613 dal padre Carlo di Castellamonte e la madre Ippolita Maria Fiocchetto. La scoperta del suo atto di nascita, e quindi della corretta datazione dell’architetto, è avvenuta in epoca recente. Solamente nel 1988 Arabella Cifani e Claudio Moretti ne ritrovano l’esistenza.

Non ci sono molte notizie sulla sua giovinezza. Sicuramente si laureò in giurisprudenza a Torino. Dai documenti non risultano viaggi di istruzione, anche se non è improbabile che si sia recato a Roma per un periodo.

Il nome di Amedeo di Castellamonte appare per la prima volta in merito al Castello del Valentino di cui ne curò le decorazioni a partire dal 1633. Sicuramente in questo periodo egli collaborava con il padre, seguendone cantieri e progetti.

Palazzo Reale

Viene nominato ingegnere ducale nel 1639, ed oltre che al Castello del Valentino inizia a lavorare a Palazzo Ducale (oggi Palazzo Reale).

Quella di Palazzo Ducale è sicuramente l’opera più importante che dovette supervisionare e dirigere. Il Palazzo doveva inserirsi in piazza Castello come simbolo del potere del sovrano, senza stravolgerne l’aspetto della piazza e senza sminuire Palazzo Madama, residenza della reggente. Egli realizzò la facciata centrale, terminata nel 1656, in completa armonia con la piazza e gli edifici limitrofi, anche se senza particolari elementi di spicco.

L’opera di Amedeo di Castellamonte

In quegli anni lavora anche a progetti di rinnovamento di palazzo Madama, con proposte di rinnovamenti che però non saranno mai eseguite. Sempre nello stesso periodo lavora anche ad alcuni progetti per i conventi di S. Francesco, il convento di S. Cristina e il Castello di Moncalieri.

Il favore della corte e la buona riuscita dei suoi progetti lo portano ad essere eletto architetto ducale nel 1646, nel 1659 a sovraintendente generale delle fabbriche e fortificazioni e consigliere di Stato, nel 1667 a luogotenente generale d’artiglieria e nel 1678 infine a primo ingegnere del duca.

Se Palazzo Ducale è probabilmente la sua opera più importante, nel 1656 inizia a lavorare a quella che invece è sicuramente la sua opera più bella, geniale e famosa: la reggia di Venaria.

Nonostante fosse occupato nella costruzione della reggia di Venaria, Amedeo di Castellamonte fu incaricato anche dell’ampliamento della città verso il Po. A lui si deve lo sviluppo della città su via Po e la realizzazione di Piazza Carlo Emanuele II, detta piazza Carlina. Tuttavia, i lavori avanzarono lentamente e non seguirono completamente i disegni del Castellamonte.

Tra le altre opere, Amedeo di Castellamonte seguì lo sviluppo della Cavallerizza Reale, il Castello di Rivoli, la chiesa di Santa Paola e Villa della Regina. Suo è pure Palazzo Trucchi di Levaldigi.

Amedeo di Castellamonte morì a Torino nel 1683. Sposatosi due volte ebbe due figlie, con le quali si estinse il ramo di famiglia.

È sepolto nella chiesa di San Carlo assieme al padre.