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Angelo Moriondo nacque a Torino nel 1851. Figlio di imprenditori piemontesi, ampliò le attività della famiglia già nota per aver fondato la fabbrica di cioccolato Moriondo & Gariglio. Egli fu il geniale inventore della prima macchina per il caffè espresso.

macchina per il caffè espresso
Caffè espresso

Angelo si dedicò prevalentemente al settore alberghiero e di ristorazione. Acquistò il Grand Hotel Ligure in piazza Carlo Felice e l’American Bar nella Galleria Nazionale di via Roma.

L’epoca in cui visse Moriondo era caratterizzata da un forte spirito di rinnovamento e trasformazioni che pervadeva tutta la città. La perdita della capitale politica, spostata nel 1864 a Firenze e successivamente a Roma, aveva lasciato un vuoto che si stentava a colmare. Tuttavia, Torino si stava lentamente riprendendo trasformandosi dal centro politico che era stato a quello industriale che verrà.

La macchina!

In questo contesto, grande importanza riveste l’Esposizione Generale del 1884 al parco del Valentino. Ci si aspetta difatti l’arrivo di centinaia di migliaia di visitatori da tutta l’Italia e dall’Estero che potrebbero rivitalizzare la città.

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La macchina di Angelo Moriondo

L’occasione è sicuramente ghiotta e un imprenditore come Moriondo non può lasciarsela sfuggire. Rinnovò i suoi esercizi commerciali e ammodernò i suoi servizi, ottenendo il diritto ad un chiosco di caffetteria per servire i visitatori dell’Esposizione.

In quel chiosco che egli presentò al mondo per la prima volta la sua invenzione della macchina per il caffè. La macchina aveva una grande campana in rame che fungeva da caldaia. Da qui l’acqua riscaldata fatta passare su fondi di caffè. Il tutto veniva completato da una seconda caldaia per il vapore.

Per capirne meglio il funzionamento rimandiamo ad un cronista dell’epoca, che così la descrive sul settimanale dedicato all’Esposizione:

Caffettiera degna d’essere presa in seria considerazione è quella esposta in apposito chiosco vicino all’entrata della Galleria dell’Elettricità dall’inventore signor Moriondo, padrone del Caffè Ligure e da lui tenuta in esercizio. È una curiosissima macchina a spostamento con cui si fanno trecento tazze di caffè a vapore in un’ora (proprio a vapore). Si compone di un cilindro o caldaia verticale che contiene 150 litri d’acqua la quale vien messa in ebollizione da fiammelle di gas sotto il cilindro, e per mezzo del vapore con una complicazione curiosissima di congegni si fanno in pochi minuti 10 tazze di caffè in una volta o, una sola tazza se volete.

La macchina fu un successo enorme. Molto apprezzata dai visitatori e dai torinesi, era in grado di preparare fino a 10 caffè contemporaneamente. Poteva produrre più di 300 tazze in un’ora, riducendo notevolmente i tempi di attesa dei clienti. Proprio da questa velocità di preparazione deriva il nome di caffè espresso.

Evoluzione della macchina per il caffè espresso

Il 16 maggio 1884, Moriondo ottenne la registrazione del brevetto della la macchina per il caffè espresso. Un secondo brevetto alla fine dello stesso anno ne certifica i miglioramenti effettuati sempre da Moriondo.

Achille Gaggia

Tuttavia, gli interessi di Angelo Moriondo erano rivolti ad altri ambiti delle sue attività imprenditoriali. Nonostante l’interesse suscitato, egli non produsse mai la macchina in serie ma si limitò a pochi esemplari principalmente utilizzati nei suoi locali.

Moriondo continuò ad aggiornare e migliorare la macchina, ottenendo la certificazione della partenità con successivi brevetti. L’ultimo fu quello del 30 dicembre 1913. Quattro anni dopo morì.

Fu Desiderio Pavoni ad acquistarne il brevetto e ad iniziare la produzione in serie con la sua ditta. Negli anni Quaranta poi la tecnologia della macchina sarà poi modificata da Achille Gaggia, passando ad utilizzare la pressione dell’acqua anziché il vapore.

Come è normale che sia, ogni invenzione viene aggiornata e migliorata nel corso degli anni. Tuttavia, è innegabile che la macchina di Moriondo rivoluzionò la caffetteria, tanto da fare del caffè una delle bevande più comuni e consumate al mondo.