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Benedetto Alfieri nasce a Roma nel 1699. Il padre astigiano, Alessandro Alfieri Bianco, e la madre romana, Lavinia Ponte, lo battezzano come Benedetto Innocenzo Gaspare Giuseppe Alfieri. Secondo alcuni come padrino ebbe addirittura papa Innocenzo XII. Imparentato con i conti Alfieri di Cortemillia, è quindi membro della stessa famiglia del poeta Vittorio Alfieri, che così lo ricorda nella Vita:

Ed un cugino di mio padre, mio semi-zio, chiamato il conte Benedetto Alfieri.
Era questi il primo architetto del re; ed alloggiava contiguamente a quello stesso Regio teatro da lui con tanta eleganza e maestria ideato, e fatto eseguire.
Io andava qualche volta a pranzo da lui, ed alcune volte a visitarlo
.

Formazione

Iniziò la sua educazione a Roma presso i gesuiti, per poi trasferirsi nel 1722 nel Collegi dei Nobili a Torino dove si laureò in giurisprudenza. In questo periodo studiò approfonditamente architettura come autodidatta.

Benedetto Alfieri
Palazzo Alfieri ad Asti

Stabilitosi ad Asti per svolgere il mestiere di avvocato, divenne prima consigliere e poi sindaco della città dal 1726 al 1730. Qui iniziò anche la sua attività di architetto, progettando tra l’altro lo scalone e la facciata del Palazzo del Comune e Palazzo Alfieri, in cui nacque suo cugino Vittorio.

La sua carriera di architetto cominciò con opere di modesto interesse, per poi affermarsi con la costruzione del castello di Govone e soprattutto del palazzo di suo zio il marchese Tommaso Ghillini ad Alessandria terminata intorno al 1732.

Benedetto Alfieri primo architetto

Entrato in contatto con la corte sabauda, probabilmente per merito di Juvarra, nel 1736 ricevette l’incarico da Carlo Emanuele III di terminare il Teatro Regio. Del suo lavoro rimane solamente la facciata dell’edificio.

Benedetto Alfieri
Galleria di Benedetto Alfieri alla Reggia di Venaria

Nel 1739 succede a Filippo Juvarra come primo architetto civile del re di Sardegna.

Da allora, per circa trent’anni, lavorò incessantemente a diversi progetti per conto della corte, senza lasciarsi sfuggire l’opportunità di essere sindaco di Torino nel 1742. Tra il 1751 ed il 1757 proseguì i lavori alla Reggia di Venaria.

Si occupò anche di studi e disegni per la modifica del Duomo di Torino, un ampliamento di Palazzo Madama e rimodernamento di piazza Palazzo di Città.

Tra i molti lavori vanno ricordati i suoi interventi nel restauro di Palazzo Barolo (1743), ammodernamenti all’interno di Palazzo Reale, lavori a Palazzo Chiablese (1762) e palazzo Asinari di San Marzano (1767).

Il capolavoro

Tuttavia, il capolavoro di Benedetto Alfieri non si trova a Torino ma bensì a Carignano. Nel 1757 inizia infatti la costruzione della sua opera più nota: il duomo di Carignano. Il duomo presenta una caratteristica facciata concava che determina l’interno con una curiosa pianta a ventaglio. Caratteristica insolita della chiesa, dovuta alla sua particolare forma è che dall’ingresso è possibile vedere tutti gli altari.

Benedetto Alfieri
Duomo di Carignano

Da segnalare anche i suoi interventi presso la Cattedrale di Ginevra, la cui facciata attuale è stata progettata da Benedetto Alfieri tra il 1752 e il 1756.

Opera importante dell’Alfieri è anche il progetto del campanile della Basilica di San Gaudenzio di Novara. Purtroppo, però l’architetto non poté vedere la fine dei lavori. Iniziati nel 1753 finiranno solamente nel 1786, 19 anni dopo la sua morte.

Benedetto Alfieri muore a Torino nel 1767 di polmonite.

Lo stile di Benedetto Alfieri

Nel complesso l’opera di Benedetto Alfieri appare inferiore a quella di Bernardo Vittone. Tuttavia, è decisamente interessante il suo tentativo di legare temi cari a Guarino Guarini con gli elementi classici dello Juvarra. Le sue costruzioni tendono più ad un barocco in stile Michelangelo (idolatrato e venerato dallo stesso Alfieri), risentendo anche dell’influenza del Vanvitelli.