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Bernardo Vittone è nato nel 1704, da una famiglia di tessitori e commercianti di stoffe originaria di Chieri, proprietari di una bottega in piazza delle Erbe, l’odierna piazza Palazzo di Città. Il padre, Giuseppe Nicolao Vittone, e la madre, Cristina Maria Comune, lo battezzano come Bernardo Antonio.

Formazione

Rimasto orfano di padre fin da bambino, cresce assieme al fratello Filiberto Matteo, canonico del duomo di Torino, il quale gli diede una buona educazione. Tuttavia, fu probabilmente lo zio materno Giovanni Giacomo Plantery, architetto e sindaco di Torino in due occasioni, ad iniziarlo nello studio dell’architettura.

È probabile che il fratello canonico lo presentò a Filippo Juvarra quando Bernardo aveva all’incirca vent’anni. In quegli anni studia anche matematica presso l’Università di Torino. Coinvolto anche nei cantieri dello Juvarra, Bernardo Vittone firma il suo primo progetto come architetto nel 1727.

Bernardo Vittone
Il Collegio delle Province

Alla fine del 1731 si reca a Roma per partecipare ad un concorso indetto dall’Accademia nazionale di San Luca. Vinse il primo premio che gli valse anche un dono in denaro da parte del sovrano Savoia.

Durante il suo soggiorno a Roma studiò le opere di Bernini e Borromini e copiò numerosi disegni di Carlo Fontana, portando a termine la sua formazione ed acquisendo gli elementi principali della sua futura opera,

Rientrato a Torino nel 1733 ricevette il compito di curare l’edizione di Architettura Civile, il trattato di Guarino Guarini. Ebbe quindi modo di studiare da vicino anche l’opera del primo architetto barocco piemontese. Negli anni successivi insegnò Matematica ed Architettura Civile presso il Collegio delle Provincie, palazzo innalzato nel 1736 proprio da Bernardo Vittone.

Bernardo Vittone architetto di corte

Alla morte di Juvarra, Vittone ereditò alcuni dei suoi cantieri, tra cui la Chiesa di Sant’Andrea di Chieri, così come diversi committenti come i conti di Roero.

Bernardo Vittone
Il Santuario del Vallinotto

Nel corso della sua vita Vittone si occupò di edifici e costruzioni di pubblica utilità come ospizi, collegi, ospedali e la ristrutturazione del palazzo dell’Università di Torino. Egli è tuttavia noto i suoi lavori religiosi sparsi un po’ ovunque in giro per il Piemonte.

Tra queste vanno ricordate il Santuario del Valinotto, San Bernardino a Chieri e Santa Chiara a Bra. A Torino la sua opera può essere ammirata presso la chiesa di Santa Maria di Piazza e la chiesa di San Francesco d’Assisi.

A partire dagli anni Sessanta del Settecento affiancò al lavoro di architetto l’attività di prestatore di denaro a interesse, supportato dal notaio torinese Malacria.

Il 19 ottobre 1770 muore scapolo e ricco a seguito di un colpo apoplettico e viene sepolto nella chiesa di San Carlo a Torino.

Lo stile di Bernardo Vittone

Il Vittone era un professionista, padrone di un piccolo studio, ma anche un intellettuale. In grado di parlare di Vitruvio, Palladio o Bernini. Era tuttavia scostante, antipatico e abitualmente non pagava apprendisti ed assistenti.

Bernardo Vittone
Chiesa di San Bernardino a Chieri

Nella sua vita non ha mai avuto importanti incarichi ufficiali, non era dedito ad intrallazzi politici e non aveva protettori potenti. Tuttavia, la sua capacità dialettica, oltre alle sue abilità di costruttore, gli permise di ottenere molte committenze ecclesiastiche che compensavano di gran lunga i mancati ingaggi di Stato.

È questo il motivo per cui molte opere del Vittone sono sparse nei paesi delle campagne piemontesi. Nel Settecento le comunità ecclesiastiche di campagna erano colte e ricche, tanto da potersi permettere eminenti architetti quali Bernardo Vittone.