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Sito ufficiale: Caffè Mulassano
Immagini prese dal sito

Lo storico caffè Mulassano è oggi situato sotto i portici della centralissima piazza Castello, nei pressi della galleria Subalpina.

La sua storia inizia però in via Nizza 3, dove Amilcare Mulassano aprì una bottiglieria nella metà dell’800. All’epoca Amilcare era anche il titolare della Distilleria Sacco, rinomata soprattutto per la produzione dello sciroppo di menta. Nel 1907 l’attività è poi trasferita in piazza Castello, in un locale progettato Antonio Vandone di Cortemilia, trasformandosi negli anni in caffetteria.

Nel 1925 la famiglia Mulassano decide di mettere in vendita il locale e l’incontro con i coniugi Nebiolo farà la fortuna della caffetteria.

I coniugi Nebiolo

Caffè Mulassano

Angela ed Onorino Nebiolo arrivano dagli Stati Uniti. Si erano trasferiti anni prima, quando lei aveva solo 15 anni, per occuparsi della gestione di ristoranti e locali notturni la famiglia del marito. Qui Angela scoprì l’automobile e prese la patente giovanissima. Essi però sentivano la nostalgia di Torino e sognavano di poter continuare la propria attività in patria. Fu una vera fortuna per loro e per la città che riuscirono a comprare la licenza con i risparmi accumulati per la somma di 300 mila lire.

La prima grande innovazione che portano dagli Stati Uniti è la macchina per tostare il pane. Torino conosce così il suo primo toast. Curiosi di provare nuove strade per attrarre la clientela pensarono anche di utilizzare il morbido pane da toast con altre farciture in accompagnamento all’aperitivo che tanto andava di moda in città in quel periodo. Visto il successo proposero quei panini anche come spuntino di mezzogiorno per impiegati e uomini d’affari che frequentavano via Roma e via Po.

Caffe Storico Mulassano

Questa prelibatezza venne assaggiata anche da Gabriele D’Annunzio che la ribattezzò con il nome che oggi conosciamo: il tramezzino.

Nel 1938 i coniugi Nebiolo vendettero il locale per andare a gestire alcune sale cinematografiche nella periferia di Torino. La guerra contribuisce al declino della caffetteria. Declino che continua anche nel dopo guerra fino agli anni ’70 quando il locale è acquistato da Antonio Chessa. Egli lo restaurò riportandolo agli antichi fasti. La nipote Vanna ne mantiene ancora oggi la gestione, custodendo un vero gioiello della Torino antica.

Curiosità del Caffè Mulassano

Chi paga il conto? Una volta consumato l’aperitivo con un gruppo di amici, viene ovviamente il momento di pagare. Per identificare a chi spetta l’onere del conto ci si può affidare alla sorte. Sulla parete dietro il bancone del locale, in altro a sinistra, c’è un orologio con i numeri alla rinfusa ed una sola lancetta. Un meccanismo elettrico attivabile con un pulsante posto sotto la cassa fa muovere la lancetta, che andrà ad indicare uno dei numeri. Il commensale che realizza il numero più alto paga per tutti! Il meccanismo è completamente funzionante e si può chiedere ai gestori di pagare con questa divertente procedura.

Caffè Mulassano
Caffe Storico Mulassano – L’orologio

Il bicchiere d’acqua. Spesso si usa servire il caffè con un piccolo bicchiere d’acqua accanto. Questo serve per sciacquare la bocca per esaltarne il gusto. Qui il bicchiere è riempito con l’acqua che passa attraverso un impianto di filtraggio e depurazione e sgorga dalla fontanella posta sul bancone.

La lanterna. Davanti al locale, appesa al soffitto dei portici, c’è una lanterna. Benché la luce emanata illumini il portico, non è questo il suo scopo principale. Essa è accesa solamente quando il locale è aperto, e ha la funzione di attirare l’attenzione dei clienti, soprattutto nelle ore notturne, ed informarli che il locale è aperto.