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Sito ufficiale: Caffè Torino
Immagi prese dalla rete

Il Caffè Torino, aperto nel 1903, si trova sotto i portici di piazza San Carlo. All’epoca però si trovava a fianco del convento incluso alla chiesa di San Carlo, all’incrocio tra via Roma e via Alfieri, sull’angolo della piazza. Proprio per la sua collocazione era conosciuto come Cafè d’la Sacrestia.

Con il rifacimento di via Roma degli anni ’30 l’edificio che ospita il locale è abbattuto ed il Caffè, nel 1934, si sposta sotto i portici della piazza. Viene rinnovato l’interno riprendendo lo stile barocco per l’arredo di scaffali, banconi, caminetti e specchi. Alcuni elementi sono invece recuperati dal precedente allestimento, come ad esempio il registratore di cassa di manifattura americana.

Caffè Torino
Caffè Torino

Il locale, molto amato dal principe Umberto I di Savoia, non subisce danni durante la Seconda guerra mondiale e negli anni ’50 è frequentato da intellettuali e politici come Pavese, Einaudi e De Gasperi.

Durante la ristrutturazione del 1948 i serramenti in ottone e le vetrine prospicienti alla piazza sono completamente rifatte.

Caffè Torino
Il toro davanti l’ingresso del Caffè Torino

La sua importanza aumenta con la diffusione e la popolarità di televisione e cinema grazie alla frequentazione di personaggi dello spettacolo quali Macario, James Steward, Ava Gardner e Brigitte Bardot.

Rinomato non solo per il caffè, ma anche per i pasticcini, negli anni Settanta ha ampliato l’offerta con l’apertura del ristorante L’Infernot.

Famosa è anche la lastra di ottone dalla forma di toro posta a terra davanti la porta d’ingresso. Simbolo tipico della città, secondo la tradizione pestare i testicoli dell’animale porterebbe fortuna.

Caffè Torino: interni

L’ultimo restauro del 1998 ha restituito il colore agli stucchi, alle dorature e agli affreschi, oltre alla sostituzione dei tessuti con stoffe francesi ed inglesi.

Caffè Torino

L’interno si sviluppa su tre piani collegati da una scenografica scala in marmo rosso e bianco, accompagnata da una ringhiera in ferro.

L’allestimento è degli anni ’30 ma richiama lo stile settecentesco con marmi pregiati, lampadari sontuosi e specchiere dorate. Il bancone di legno e marmo è di stile elegante ed aristocratico.

Da notare le due frasi che abbelliscono il soffitto. La prima, verso l’interno, è uno dei versi più famosi di Dante Alighieri: perdete ogni speranza voi che entrate. Quella rivolta verso l’esterno, Non è mai tardi per andare oltre, è invece una frase enigmatica di Gabriele D’Annunzio.