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Sito: http://www.cappelladeimercanti.it/
Foto copertina e articolo di Enzo Traversi

La Cappella dei banchieri e dei mercanti, venne costruita per soddisfare il bisogno al culto e alla preghiera dell’omonima congregazione.

Cappella dei Banchieri e dei Mercanti

A cavallo tra il 1600 e il 1700, in tutta Europa divenne di uso comune, per chi svolgeva lo stesso tipo di mestiere, riunirsi in congregazioni o confraternite. Una di queste era la Congregazione di Mercanti, Negozianti e Banchieri. Ebbene, anche se sembra strano, i banchieri erano assimilati ai commercianti. Infatti essi non sono altro che mercanti di denaro.

La congregazione dei Banchieri e dei Mercanti, nasce con lo scopo di dotarsi di un proprio luogo di incontro e preghiera. Con i loro fondi fecero costruire questa cappella. La Confraternita, attiva ancora oggi, continua a mantenerne la gestione e la manutenzione.

La cappella è non visibile dalla strada, Essa si trova all’interno del palazzo di via Garibaldi, accanto alla chiesa dei Santi Martiri.

Cappella dei banchieri e dei mercanti
Cappella dei Banchieri e dei Mercanti

Il riconoscimento della Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti avvenne nel 1663. I lavori della Cappella iniziarono solo dopo questo formale riconoscimento. L’inaugurazione avvenne nel 1692.

La cappella è completamente dedicata ai Re Magi. Questo è una rarità per i luoghi di culto: ne esistono solamente altre cinque in Italia e due in Germania.

Ovunque nella chiesa è presente la stella a otto punte. Essa è la rappresentazione della Stella Cometa che guidò i re Magi.

Cappella dei banchieri e dei mercanti

Le decorazioni della cappella, sono di qualche anno successive alla costruzione. Alle pareti troviamo dodici dipinti di grandi dimensioni con tema principale l’Epifania, il giorno appunto dedicto ai Re Magi.

Cappella dei banchieri e dei mercanti, la volta
Cappella dei Banchieri e dei Mercanti
La volta

Interessante a questo proposito il  dipinto di Luigi Vanier, I Magi alla capanna, in cui è raffigurato un bambino con le gambe bianche e le braccia nere. Onestamente l’interpretazione di questo particolare non è ancora nota.

Le volte sono affrescate da Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino. L’artista, di una certa fama nel territorio torinese, è anche autore anche di due quadri esposti nella cappella.

L’altare è del 1797, su idea di Emanuele Buscaglione. Risulta, particolarmente interessante la porticina del tabernacolo in oro cesellato del 1694. A onor del vero bisogan dire che quella che si può ammirare nella cappella è in realtà una copia. L’originale è custodita in luogo sicuro e utilizzata solamente urante la festività dell’Epifania ogni 6 gennaio. Tale giorno coincide con la celebrazione dei Re Magi, quindi è di particolare importanza per la Cogregazione.

Cappella dei Banchieri e dei Mercanti

Nella sacrestia è custodito un altro grande dipinto, molto particolare, realizzato dal Moncalvo. Egli fu pittore di corte. Accusato da molti di non saper dipingere le mani come si deve.

Questo quadro dimostra quanto le accuse furono infondate. Qui il Moncalvo dipinge un’opera in cui tutti i personaggi rappresentati sono dotati di entrambe le mani visibili in primo piano.

Restauri

La Cappella dei Banchieri e dei Mercanti si è mantenuta in ottime condizioni grazie al lavoro della Confraternita. Nel corso dei secoli i confratelli sono riusciti a mentenerne intatto il decoro artistico e ad accrescerne il valore con sapienti ristruttirazioni nei momenti opportuni.

L’ultima di esse è avvenuta nel 2017. La cappella è stata sottoposta a completo restauro, riportandola alle condizioni originali.

Il Calendario universale

Nonostante l’alto valore artistico degli affreschi e dei quadri custoditi, buona parte della fama della Cappella è dovuta ad un oggetto avveniristico, almeno per l’epoca.

Senza dubbio stiamo parlando del calendario perpetuo di Giovanni Plana. Egli fu matematico ed astronomo, vissuto a cavallo dell’Ottocento. Il suo Calendario è datato 1835.

Cappella dei Banchieri e dei Mercanti
Altare

Il Calendario Perpetuo è un sistema composto da cilindri a tamburo che contengo informazioni riguardo date, giorni, mesi, festività religiose e lunazioni. Il periodo temporale va dall’anno zero fino all’anno 4000!

Il funzionamento appare semplice. Tramite una manovella, che mette in moto un meccanismo di ruote dentate e catene, è possibile far muovere i cilindri fino a selezionare la data desiderata.

In corrispondenza della data appaiono le informazioni relative: giorno della settimana, festività, lunazioni, maree ed altro.

La complessità tecnica che ha dovuto affrontare Giovanni Plana è davvero enorme. Egli dovette considerare innumerevoli parametri per la realizzazione. Diversa lunghezza dei mesi solari, anni bisestili, fasi e mesi lunari, riforma del calendario gregoriano, feste mobili come la Pasqua e altre ricorrenze religiose.

L’algoritmo

Come Plana sia riuscito a calcolare tutte queste informazioni è un mistero. Fatto sta che la sua macchina è perfetta e non sbaglia un colpo.

Cappella dei banchieri e dei mercanti, calendario perpetuo
Calendario Perpetuo

Per svelare il misterioso algoritmo di calcolo, bisogna aspettare circa due secoli. Nel 2015 il politecnico di Torino con la collaborazione della Congregazione dei Banchieri e dei Mercanti, indì un concorso per decodificare e svelare l’algoritmo utilizzato dal Plana.

Al concorso hanno partecipato quattro team di ricerca formati da tre o quattro membri. Il concorso lo hanno vinto tre studenti, Roberto Cappato, Sergio Spano e Meysam Nasiri.

Il loro studio ha dimostrato che il Calendario è assimilabile ad un vero e proprio computer: composto da memorie a tamburo a disco e nastro in grado di memorizzare oltre 46.000 dati.

Il calendario non riscuote interesse solo presso la comitia’ scientifica. Considerato il primo computer al mondo, attira spesso l’attenzione di collezionisti ed antiquari. Fortunatamente per noi fino ad ora tutti i tentativi di acquisto sono falliti. Se finisee in qualche collezione privata, probabilmente non avremmo più occasione di ammirarlo.

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