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Foto di Lucia Ranieri

Il conte Carlo di Castellamonte nacque a Torino nel 1571. Tuttavia, non si hanno sue notizie finché, a fine Cinquecento, non approda alla corte di Carlo Emanuele I come assistente di Ascanio Vittozzi.

Il rapporto con il suo maestro fu molto stretto fin dall’inizio, tanto che egli lasciò ampio spazio al Castellamonte. Per conto del Vittozzi Carlo lavora sia alla costruzione del Santuario di Vicoforte che all’Eremo dei Camaldolesi, sulla collina di Torino. Anzi, pare, che il progetto dell’Eremo sia proprio di Carlo di Castellamonte, anche se attribuito ad Ascanio Vittozzi, in qualità di responsabile dell’opera.

La loro relazione fu così amichevole e fraterna che Ascanio Vittozzi fu testimone di nozze di Carlo, quando egli nel 1608 sposa Lucrezia Vinea (dalla quale avrà il figlio Amedeo di Castellamonte).

Carlo di Castellamonte architetto di corte

Nel 1615, alla morte di Ascanio Vittozzi, Carlo di Castellamonte ne assume il ruolo di architetto di corte. Seguendo i voleri dei sovrani continuerà l’opera di ampliamento ed abbellimento della città di Torino.

Carlo di Castellamonte prosegue i lavori del nuovo quartiere sulla via Nuova (oggi via Roma). Qui possiamo riconoscere la sua opera soprattutto in piazza San Carlo, nata su un suo progetto. La piazza è un misto di stili. Da una parte la struttura rettangolare si rifà ai modelli francesi, dall’altro la presenza delle chiese ricorda aspetti romani. Pare infatti di Carlo di Castellamonte il progetto della chiesa di San Carlo, mentre sicuramente lavorò alla chiesa di Santa Cristina.

Numerosi sono poi gli interventi di Carlo di Castellamonte in castelli e ville reali. Egli lavorò al Castello del Valentino ed al Castello di Moncalieri. Contribuì alla creazione di Villa della Regina, del Catsello di Rivoli (poi completato da Filippo Juvarra) e di quello di Mondovì. Si occupò anche parzialmente della ristrutturazione di Palazzo Madama.

Il Castellamonte fu anche scenografo per alcuni spettacoli allestiti a Palazzo Madama nel 1606 e 1607. Lavorò ad una costruzione temporanea al Moncenisio per La presa di Rodi in occasione delle nozze di Vittorio Amedeo I.

Carlo di Castellamonte morì a Torino nel 1640. Il suo lavoro sarà proseguito dal figlio Amedeo di Castellamonte.

Il Castellamonte è spesso accusato di essere un architetto ottimo nell’esecuzione, ma povero di idee ed inventiva. Molti dei suoi lavori sono infatti eseguiti su disegni già esistenti del Vittozzi o su idee e gusti personali di Maria Cristina di Francia.

Tuttavia, è indubbio che molte delle bellezze della città di Torino si devono alla sua opera.