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Sito Ufficiale: Castello Reale di Racconigi
Sito ufficiale di Racconigi: Visita Racconigi
Foto di Lucia Ranieri

Il Castello Reale di Racconigi si trova nell’omonimo comune della provincia di Cuneo. Situato comunque poco distante da Torino, fu residenza di villeggiatura estiva ed autunnale della famiglia Savoia La Reggia Dal 1997 fa Parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO

Quando nel 1091, il feudo di Racconigi entrò a far parte dei marchesi di Saluzzo esisteva già un edificio derivato da una vecchia struttura. Il secolo successivo Manfredo II di Saluzzo fece costruire un primo castello a pianta quadrata per la difesa dei territori in suo possesso.

Da fortezza a Castello Reale di Racconigi

Nel 1372 il marchese di Saluzzo Federico II diede temporaneamente il castello in pegno ai conti Falletti, rientrandone in possesso dopo pochi anni. All’estinguersi della casata Savoia-d’Acaja, con la morte di Ludovico nel 1418, i Savoia concessero il castello ed il feudo di Racconigi all’unico figlio naturale, ma illegittimo, di Ludovico. Egli, chiamato anch’esso Ludovico, diventerà Signore di Racconigi dando inizio alla dinastia Savoia-Racconigi.

 Nel 1605, con la morte di Bernardino II, anche la casa dinastica Savoia-Racconigi si estinse. La vedova manterrà l’uso frutto del castello fino alla sua morte. Il castello divenne poi di proprietà ducale.   

Castello Reale di Racconigi
Castello Reale di Racconigi

Carlo Emanuele I, diede il castello a suo figlio Tommaso Francesco di Savoia, capostipite della famiglia Savoia-Carignano, nel 1620.

Quando Emanuele Filiberto, figlio di Tommaso, ereditò il castello esso si presentava ancora come una classica fortezza medievale. Una struttura a pianta quadrata, con quattro torri angolari, il fossato e il ponte levatoio. Fu proprio Emanuele Filiberto che commissionò nel 1676 a Guarino Guarini il primo grande rimaneggiamento della struttura.  

Guarini ampliò la struttura con un grande corpo centrale e due padiglioni di quattro piani al posto delle torri angolari. Il progetto previde anche il rifacimento del parco per merito del francese Andre’ Le Notre. Ultimati i lavori, nel 1684 Emanuele Filiberto scelse il castello come luogo per le sue nozze con Maria Caterina D’Este.

Nel 1757 Ludovico Luigi Vittorio di Carignano fece eseguire diversi lavori di rimaneggiamento da parte di Giovanni Battista Borra. Il castello assunse quindi un aspetto neoclassico con l’aggiunta di colonne.

Epoca albertina

Il vero grande rifacimento del castello di Racconigi avvenne nel 1832, per volere di Carlo Alberto: ultimo principe di Carignano e nuovo re di Sardegna. Assiduo frequentatore del castello durante la villeggiatura nei mesi estivi ed autunnali, egli affidò i lavori ad Ernesto Melano.

Castello di Racconigi
Castello di Racconigi

L’ingegnere alzò ulteriormente l’antica struttura centrale e realizzò le due grande maniche laterali. Costruì i fabbricati a forma di “C” e fece abbattere alcune abitazioni ed un mulino per ampliare la piazza di fronte al castello.  

Gli interni furono affidati alle cure di Pelagio Pelagi e dell’ebanista Gabriele Capello, detto il Moncalvo. Nel 1834 il pittore Marco Antonio Trefogli si occupò degli affreschi delle sale e del bagno di Carlo Alberto.

Il parco venne invece risistemato dal tedesco Xavier Kurten. Da ricordare anche la costruzione della Margaria al fondo del parco, frutto nuovamente della collaborazione tra Pelagio Pelagi e Gabriele Capello.

Utimi fasti

I successori di Carlo Alberto si dimostrarono meno interessati al castello di Racconigi. Solamente con l’ascesa al trono di Vittorio Emanuele III nel 1900, il castello riprese vigore come sede di villeggiatura.

Grazie all’interesse del sovrano vennero apposte delle migliorie. Nel 1901 il castello venne dotato di impianti idrici e energia elettrica che permetteva l’illuminazione del parco e della cinta. Un anno dopo fu installato un ascensore Stigler.

Interno
Castello Reale di Racconigi

Rilevante è la decorazione dello Scalone d’Onore voluta da Vittorio Emanuele III. L’opera di Adolfo Dalbesio riporta una delle più completa raffigurazione genealogiche della famiglia Savoia.

Nei primi anni del ‘900 il castello di Racconigi è stato teatro di importanti avvenimenti:

  • 15 settembre 1904: nasce l’ultimo re d’Italia Umberto II
  • 1909. Il castello venne visitato dallo zar Nicola II durante la firma del Trattato di Racconigi
  • Nel 1925 si svolsero le nozze della principessa Mafalda

Abbandono e rinascita

Con la nascita della repubblica italiana nel 1946, il castello venne chiuso e confiscato dallo stato. Le discendenti della principessa Mafalda (principesse Jolanda, Giovanna e Maria) intentarono causa sostenendo l’illegittimità della donazione del 1930 a Umberto II. Nel 1972 la Corte di cassazione decretò che solamente la parte di proprietà di Umberto II, cioè un quinto dell’intera residenza, era confiscabile. Tuttavia, venne anche stabilito che in caso di vendita a privato lo Stato italiano aveva il diritto di prelazione. Nel 1980 Umberto II decise finalmente di vendere l’intera proprietà allo Stato ponendo però una stringente condizione: tutta l’area del castello doveva essere utilizzata per la conoscenza, cioè avere uno scopo culturale, didattico e divulgativo.

Grazie ad un ripristino dovuto all’interesse di vari enti, tra cui la Soprintendenza ai Beni Ambientali, il castello di Racconigi venne riaperto il 23 maggio 1993

Interni del castello reale di Racconigi

Gli interni sono stati rimaneggiati più volte nel corso del tempo. Troviamo ambineti originali del ‘700, altri neoclassici ed infine in stile decò realizzati nel ‘900.

Castello Reale di Racconigi
Castello Reale di Racconigi

Il Salone d’Ercole

Dedicato al mito di Ercole, venne realizzato nel 1757 dall’architetto Giovanni Battista Borra. In stile neoclassico, costruito sull’antico cortile medioevale, veniva utilizzato per accogliere gli ospiti. Data l’ottima acustica era spesso impiegato anche come sala da ballo.

La sala di Diana

Anche questa venne rimaneggiata nel 1757 dal Borra e veniva utilizzata come atrio d’ingresso della residenza. La sala è ovviamente dedicata alla dea della caccia, ed è caratterizzata da ampie finestre che si affacciano sul parco. Notevoli i quattro lampadari in vetro di Murano e i caminetti in marmo del Guarini.

L’appartamento cinese

Galleria dei ritratti
Castello Reale di Racconigi – Galleria dei ritratti

Risalente anch’esso all’intervento del 1757, faceva parte della foresteria reale più ampia di quella arrivata sino a noi. Le sale rimaste si presentano riccamente decorate con carta da parati acquistata a Londra e dipinta a mano su carta di riso. Pregiati gli arredamenti tra cui ricordiamo una portantina giapponese. L’appartamento cinese veniva dedicato ad ospiti illustri come, ad esempio, lo zar Nicola II nel 1909.

Il gabinetto etrusco

Il gabinetto etrusco, posto al secondo piano è nato come studio privato di Carlo Alberto. Fa parte dell’intervento eseguito da Pelagio Pelagi e del Moncalvo negli anni Trenta dell’800. Ante, poltrone, tavolo e basamenti dei vasi riportano gli dèi dell’olimpo intarsiati dal Moncalvo su disegno di Pelagi.

La sala del ricevimento

Questa è la sala più ricca e prestigiosa. Qui i reali Savoia accoglievano i personaggi importanti come ambasciatori e diplomatici. Il soffitto è decorato in foglia d’oro riprendendo il monogramma di Carlo Alberto, divani e poltrone sono rivestiti in tessuto blu Savoia, il grande lampadario è in cristallo di Boemia.

Appartamenti dei principini

Gli appartamenti dei principini sono diverse stanze di modeste dimensioni (cinque della quali con una piccola anticamera) riammodernati ai primi del ‘900. Si pensa ospitassero il principe ereditario Uberti e le sorelle Iolanda, Mafalda, Giovanna e Maria, figli di Vittorio Emanuele III. Su questa base gli appartamenti sono stati allestiti nel 2007. In realtà studi più recenti hanno dimostrato che queste stanze erano destinate ad alcuni membri della corte come il maggiordomo e la dama di compagnia della regina.

Castello Reale di Racconigi
Castello Reale di Racconigi

Galleria dei ritratti

La galleria prende il nome dalla raccolta di ritratti collezionata da Umberto II a partire dal 1920. Tutti i ritratti sono di notevole valore artistico e rappresentano un percorso dinastico sufficientemente completo. Si pensa che la galleria fosse senza decorazioni poiché’, per volere della regina Margherita, avrebbe ospitato i malati di tifo che colpì Racconigi alla fine dell’Ottocento.

Appartamenti al secondo piano

Il secondo piano venne completamente risistemato all’inizio del ‘900. Inusuale l’arredamento della camera da letto della regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III. Essa fece installare un letto matrimoniale a due piazze per condividerlo con il marito. La cosa, comune ai giorni nostri, all’epoca era considerato un comportamento raro ed ardito. In questa stanza nel 1904 nascerà Umberto II, ultimo re d’Italia.

Proprio Umberto II farà realizzare intorno al 1930 la sala da bagno. Egli fece attrezzare la sala con la migliore tecnologia dell’epoca: acqua corrente, riscaldamento, pavimento in linoleum.

Nell’appartamento dedicato a Maria Jose da notare il salotto della musica. Completato nel 1931 con un lampadario in vetro di Murano, conserva ancora oggi un grammofono dell’epoca.

Le cucine

Cucine
Castello Reale di Racconigi – Le cucine

Le cucine sono probabilmente il pezzo forte del castello di Racconigi. Furono realizzati con tutte le modernità dell’epoca. Arredate con un’infinità di stoviglie, stampi, attrezzi, acquai e grandi fornelli a legna. Successivamente fu installato anche un girarrosto ad ingranaggi nel camino centrale della sala. Nel 1903, grazie all’avvento dell’energia elettrica, fu installata l’illuminazione elettrica e un boiler per l’acqua calda. Attigue alle cucine troviamo anche la ghiacciaia e la macelleria. I locali al piano terra della vecchia cucina vennero invece trasformati in dispensa per alimentari e vini.

Il parco del castello reale di Racconigi

Il parco del castello di Racconigi si estende per circa 170 ettari ed è delimitato da un muro. Nel ‘600 il parco venne realizzato dal francese Andre’ Le Notre, autore tra l’altro dei giardini di Versailles. Nel ‘700 venne in parte rimaneggiato da Giacomo Pregliasco, creando zone molto rigogliose e selvagge. Il parco venne infine trasformato in stile romantico dal tedesco Xavier Kurten nel 1836 per volere di Carlo Alberto.

Come tutta la residenza, con la confisca da parte dello stato anche il parco venne progressivamente abbondato. Con il restauro venne riportato allo stato originale ottocentesco, con circa 25km di viali, corsi d’acqua e il lago ampio 18 ettari.

Castello di Racconigi - Il parco
Castello di Racconigi – Il parco

Il parco contiene oltre 2000 alberi, tra cui alcuni anche di frutta. Tra gli alberi ricordiamo una zelkova di oltre 200 anni alta 35. Nel parco vivono molti uccelli, tra cui aironi e poiane. Famose sono le cicogne di Racconigi che nidificano solitamente sui comignoli del castello e sulla Margaria. Vi troviamo anche scoiattoli e volpi.

I canali presenti nel parco consentono il ricambio dell’acqua del lago. L’acqua viene attinta dal torrente Maira e poi smistata nei vari canali.

All’interno del parco troviamo anche il Tempietto dorico, volutamente lasciato incompleto per assomigliare ad una rovina antica. Interessante è la Grotta di Mago Merlino. Un tunnel artificiale con stalattiti e stalagmiti provenienti dalle grotte di Bossea.

Da notare anche la Dacia Russa (oggi sede della biblioteca e di una caffetteria). Come facile intuire essa fu costruita in occasione della visita dello zar Nicola II nel 1909

La Margaria è sicuramente la costruzione più rilevante all’interno del parco. Essa è una cascina progettata da Pelagio Pelagi con un particolare sistema di riscaldamento considerato all’avanguardia per l’epoca.