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La basilica del Corpus Domini sorge in pieno centro storico a metà strada tra Piazza Castello e piazza Palazzo di Città. Fu costruita a ricordo del miracolo eucaristico avvenuto nel 1453.

La vicenda ha inizio da un saccheggio avvenuto nel piccolo villaggio fortificato di Exilles in Val di Susa, durante una delle guerre tra Piemonte e Francia. La versione più popolare e patriottica racconta di un saccheggio avvenuto da parte dei francesi mentre si recavano a Torino. Tuttavia, documenti e momento storico testimoniano che in quel periodo Exilles fosse sotto dominio della Francia. Quindi è assai più probabile che il saccheggio lo fecero i piemontesi durante un tentativo di conquista del villaggio.

Basilica del Corpus Domini - Altare
Corpus Domini – Altare
Foto di Wynne Ophelia Pisano

Trovandosi in un punto strategico sulla strada che collega Torino con la Francia, Exilles possiede un’importante fortificazione. Considerando questa sua caratteristica cambiò spesso dominio tra Piemonte e Francia. Non è quindi insolita questa incertezza.

Il miracolo

Certo è che il saccheggio avvenne e ne subì le conseguenze anche la chiesa del villaggio. La storia racconta che i soldati si recarono a Torino per rivendere gli oggetti rubati arrivando in città il 6 giugno. e si diressero in piazza Palazzo di città, dove a quel tempo si teneva un mercato. Attraversando il mercato il mulo che trasportava il bottino del saccheggio scivolò. Cadendo rovesciò tutti gli oggetti a terra. Uno degli oggetti presi dalla chiesa conteneva ostie consacrate. Toccando terra si aprì e un’ostia si alzò in cielo illuminando la piazza. All’arrivo del vescovo l’ostia si depose nel calice rubato che venne poi portato in Duomo.

Basilica del Corpus Domini - Luogo del iracolo
Coprus Domini – Il luogo del miracolo

L’ostia venne venerata per circa quarant’anni. Venne poi consumata per ordine della Santa Sede per non obbligare Dio a fare un continuo miracolo, conservandola intatta.

Non solo l’ostia, ma anche il calice venne conservarto. Fino alla Seconda guerra mondiale era custodito nella chiesa del Corpus Domini. Durante la guerra, Don Luigi Benna, fece scavare una nicchia in una parete del Duomo per riporlo in un posto sicuro. Purtroppo, il sacerdote morì nel 1944, non rivelando mai a nessuno il luogo esatto. Anche se pare strano sinora non e’ stato rinvenuto.

La costruzione della basilica

La costruzione della basilica del Corpus Domini venne decisa per ricordare il miracolo. Dopo molte peripezie, nel 1603 venne chiesto ad Ascanio Vittozzi un progetto per realizzare la basilica. A dire il vero il progetto originale fu succesivamente modificato da Carlo di Castellamonte sia da parte di Benedetto Alfieri. Oltre a questo, l’ultima ristrutturazione e’ degli anni 1950 a seguito dei danni inflitti dalla Seconda guerra mondiale.

L’interno è composto da una sola navata al centro della quale c’è una lapide circondata da una cancellata in ferro battuto che indica il punto esatto in cui il miracolo avvenne. L’altare è quello originale del 1600.

La chiesa del corpus domini e Giuseppe Cottolengo

Nella cappella a destra, accanto all’ingresso, vi è la statua a Giuseppe Cottolengo che ricorda un altro importante fatto avvenuto in questa chiesa.

Basilica del Corpus Domini - Casa dalla volta rossa
Casa dalla Volta Rossa

Giuseppe Cottolengo prestava servizio come sacerdote presso la basilica del Corpus Domini. Il 2 settembre 1827 venne chiamato per assistere una donna francese, incinta e malata, che tutti gli ospedali avevano spinto.

Purtroppo la donna morirà, lasciando il sacerdote sconfortato con un conseguente senso di impotenza. Tornato in basilica, il Cottolengo ebbe una visione. Maria gli suggeriva di creare un ricovero per i più bisognosi. Aiutato dai canonici della chiesa, in poco tempo riesce ad affittare quattro letti in due stanze a pochi passi dalla chiesa (via Palazzo di città 19).

Il 17 gennaio 1828 il Cottolengo aprì l’ospedaletto della Volta Rossa. Fu chiamato così per il caratteristico colore della volta del portone di ingresso.

Nel 1831 a causa di un’epidemia di colera e del rischio di contagi gli inquilini ne chiesero la chiusura. Tuttavia non si perse d’animo e un anno più tardi aprirà la Piccola Casa della Divina Provvidenza in Borgo Dora.

Ai nostri giorni la Piccola Casa della Divina Provvidenza, comunemente chiamata Cottolengo, è una istituzione civile ed ecclesiastica che si prede cura dei più deboli e poveri con sedi in diverse nazioni.