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Foto prese dalla rete

Filippo Juvarra nasce nel 1678 a Messina, figlio di Pietro ed Eleonora Tafurri, sposata in seconde nozze.

Filippo Juvarra - Candelieri
Candelieri per la cattedrale di Messina

Sotto la guida del padre, argentiere, ebbe una formazione artigiana e, a dodici anni, si aggiunse lo studio della teologia. I risultati dell’insegnamento paterno si possono ammirare in alcuni oggetti sacri per la chiesa delle Giummare a Sciacca, San Giorgio a Modica e dei candelieri per la cattedrale di Messina.

Divenuto sacerdote nel 1703, l’anno successivo si trasferì a Roma per continuare i suoi studi architettonici. Fino ad allora, la sua formazione architettonica fu puramente da autodidatta, senza metodo e senza esperienze pratiche.

Ritratto di Carlo Fontana

A Roma, sotto la protezione di influenti ecclesiastici, entra in contatto con Carlo Fontana, probabilmente in più importante architetto romano di quel periodo. Imparò ad approcciarsi all’architettura con logica e rigore, pur senza porre limiti alla sua incredibile inventiva. Le sue capacità di disegno sono finalmente riconosciute nel 1705, quando vince un concorso in Campidoglio.

La parentesi romana è comunque breve. A metà del 1705 torna infatti a Messina, dove nel mentre era morto il padre. È in questo periodo che probabilmente esegue i suoi primi lavori di architetto presso la chiesa di San Gregorio e il palazzo Muzio Spadafora.

Filippo Juvarra a Roma

Ancora una volta però si trattiene brevemente. Nel 1706, dopo una sosta a Napoli, è nuovamente a Roma. Qui riprende la collaborazione con Francesco Fontana, figlio di Carlo. Grazie all’appoggio di Fontana dopo poco tempo si trasferisce a Lucca, dove si occupa dell’ampliamento del palazzo pubblico.

Cappella Antamori in S. Girolamo della Carità

Durante la sua permanenza a Lucca riceve, nel 1706, la nomina ad Accademico di Merito dell’Accademia di San Luca a Roma. Nomina di grande prestigio seguita l’anno successivo dalla nomina di insegnante unico di architettura.

Tornato a Roma, nuovamente grazie i contatti del Fontana, ottiene la commessa da parte della famiglia Antamori di una cappella intitolata a S. Filippo Neri, da costruirsi nella chiesa di S. Girolamo della Carità. Vi lavora dal 1708 al 1710.

Morto Francesco Fontana, nel 1708, Juvarra rimane nella capitale. Tuttavia, la mancanza delle conoscenze e dei contatti dell’amico si fanno sentire. Prova pertanto a proporsi come architetto alla corte di Luigi XIV, inviandogli dei disegni. In attesa di risposta dalla Francia, è ingaggiato a Roma dal cardinale Pietro Ottoboni.

Ufficialmente Filippo Juvarra riveste il ruolo di cappellano, ma il vero motivo è la creazione di scenografie teatrali per gli spettacoli della corte cardinalizia. Da Ottoboni ottiene anche qualche piccola commissione in alcune chiese di Roma. Inoltre, grazie al cardinale, frequenta artisti e scrittori di tutte le categorie che lo renderanno uomo colto e raffinato.

La svolta

Il 1714 è un anno cruciale per lo Juvarra. L’attività per il cardinale Ottoboni è praticamente nulla. Inoltre, muore anche il suo vecchio amico Carlo Fontana. La carriera dell’architetto è in un momento di stasi e non si vedono prospettive.

In questo contesto un suo amico, Francesco Aguirre, lo richiama a Messina. Vittorio Amedeo II è da poco diventato anche re di Sicilia. Durante la sua visita siciliana il re è anche alla di un architetto. L’incontro ebbe successo e a fine 1714 Filippo Juvarra è a Torino con il titolo di primo architetto civile.

Per lo Juvarra saranno anni di intenso lavoro. Grazie alle sue conoscenze interdisciplinari, riorganizza sotto il suo controllo tutto il processo creativo ed esecutivo di qualunque intervento edilizio.

Filippo Juvarra a Torino

I primi lavori effettuati da Juvarra a Torino sono la realizzazione della Basilica di Superga e la facciata delle due chiese di pizza San Carlo.

Successivamente lavora alla chiesa di San Filippo Neri e alla reggia di Venaria Reale. La sua opera più monumentale è forse la facciata e lo scalone di palazzo Madama. Il resto del progetto disegnato da Juvarra non venne mai realizzato.

Basilica di Superga

Filippo Juvarra fu molto apprezzato nella sua ottima capacità di realizzare grandi e maestosi progetti che ben si adattavano ad una capitale regia. Questa sua dote lo portò all’attenzione di diverse capitali europee, pur mantenendo buoni contatti con la comunità romana, dove si reca in un paio di occasioni.

Nel 1718 è chiamato dal re di Portogallo per il nuovo palazzo reale. Tuttavia, il progetto non verrà realizzato, ma Juvarra viene nominato cavaliere dell’Ordine di Cristo oltre a ricevere un vitalizio. Prima di rientrare a Torino nel 1719 vista Londra e Parigi.

Opere torinesi

Tornato a Torino, seguono anni di febbrile e frenetico lavoro.

Filippo Juvarra - Palazzo Madama
Scalone di Palazzo Madama

Dal 1720 al 1729 lavora alla citroneria e scuderia di Venaria Reale, il 1721 realizza la scala delle forbici a Palazzo Reale, tra il 1722 e 1723 costruisce il teatro Regio e sopraeleva il campanile del duomo. Tra il 1724 e il 1726 costruì il suo studio in via San Domenico e successivamente ristrutturò gli interni dell’Accademia Militare. Risistema la contrada di Porta Palazzo (1729-32) e lavora anche a qualche edificio civile come il palazzo del conte Richa di Covassolo (1730) e la facciata del palazzo del conte Roero di Guarene (1730). A partire dal 1729 si dedica alla costruzione della palazzina di caccia di Stupinigi.

Filippo Juvarra
Caricatura di Juvarra realizzata da Pier Leone Ghezzi nel 1724

Compie interventi anche nel campo dell’architettura religiosa. Gli altari maggiori del santuario della Consolata (1729) e della chiesa dei Ss. Martiri (1730-34), gli altari della Ste-Chapelle nel castello di Chambéry, realizzato a Torino (1726-27), di S. Francesco di Sales nella chiesa della Visitazione (1730) e di S. Giuseppe nella chiesa di S. Andrea a Savigliano (1728-33).

Nel 1728 Filippo Juvarra è nominato abate di Selve. In questo ruolo inizia a viaggiare per fornire consulenze e dirimere questioni. Viene coinvolto nella costruzione della cupola del santuario di Vicoforte, il 1729 va a Brescia per una consulenza per la costruzione del duomo. Due anni dopo la situazione si ripete con il duomo di Como. Nel 1733 si reca invece a Mantova.

Di questi anni è anche il suo progetto del campanile di Belluno, che verrà terminato postumo nel 1747.

Gli ultimi anni in Spagna

Infine, nel 1735 è chiamato in Spagna, alla corte di Filippo V per la costruzione del nuovo palazzo reale di Madrid. Qui concepì il suo più maestoso edificio per quella che avrebbe dovuto essere la più grande reggia d’Europa.

Purtroppo, dopo solo dieci mesi di lavoro morì di polmonite (qualcuno dice avvelenato).

Il palazzo reale di Madrid fu portato a termine dal suo allievo sacchetti, in una versione ridotta e con sostanziali modifiche.