0 7 minuti 2 anni

Che Torino sia considerata una città magica è cosa nota. Essa, infatti, è sia un vertice del triangolo di magia nera (Torino, Londra, San Francisco) che di magia bianca (Torino, Praga, Lione). In quanto punto di incontro tra i due mondi, non sorprende che si parli spesso della presenza delle Grotte Alchemiche di Torino.

L’interesse verso l’alchimia fu una vera passione per la famiglia regnante.

Sin dall’inizio della dinastia, i Savoia svilupparono un particolare interesse per l’alchimia e l’occulto. Segni più o meno tangibili di questo particolare rapporto sono arrivati sino a noi.

Il primo e più evidente di tutti, è il loro interesse per i Templari. Ad essi sembra appartenere lo scheletro ritrovato al Monte dei Cappuccini. Inoltre, pare che proprio attraverso i Templari i Savoia entrarono in possesso della Sindone.

Grotte Alchemiche di Torino - Templari
Templari

Per esempio, si dice che Carlo Emanuele I fece costruire un laboratorio alchemico nei sotterranei di Palazzo Reale. Questa teoria troverebbe conferme in alcuni resti venuti alla luce nel 2006. Durante alcuni scavi in preparazione delle Olimpiadi invernali, vennero rinvenuti alcuni muri di quello che con tutta probabilità era il laboratorio.

Sembra che anche Maria Cristina di Francia fosse interessata all’alchimia. Pare che essa fosse in contatto con un mago francese di nome Craonne. Si narra che Maria Cristina fece anche costruire un laboratorio alchemico nel sotterraneo di Palazzo Madama.

Visto la passione dei regnanti per questa disciplina, che a Torino si pensi vi siano delle Grotte Alchemiche appare dunque più che probabile.

Cosa e dove sono le Grotte Alchemiche di Torino

Le grotte sarebbero un portale per raggiungere altre dimensioni. Si pensa ve ne siano sei. Tre vere e tre false, usate principalmente per sviare l’attenzione.

L’ubicazione delle Grotte Alchemiche è abbastanza misteriosa. Pare ci siano solamente tre persone che conoscano esattamente dove si trovano.

  • La prima grotta si troverebbe sotto Palazzo Reale. Essa sarebbe larga quanto una carrozza. Collegherebbe Palazzo Reale (cuore magico bianco) con Piazza Statuto (cuore magico nero). Alcuni ritengono che la grotta sotterranea si estenderebbe fino al castello di Rivoli. Tuttavia, secondo certi studiosi questo collegamento veniva in realtà utilizzato dai reali per incontrarsi segretamente con amanti e collaboratori.
  • La seconda grotta collegherebbe Piazza Castello con Palazzo di Città e la chiesa della SS Annunziata. Pare però che questa sia stata costruita principalmente per usi militari. Tuttavia, si dice, che essa proseguirebbe fino alla Chiesa della Gran Madre di Dio. Questa chiesa, secondo la tradizione, sarebbe stata edificata su un antico tempio di Iside.
  • La terza grotta sarebbe inaccessibile. Nota solo a pochissimi custodirebbe la pietra filosofale o un potente talismano.
Grotte Alchemiche di Torino - Manoscritti di Newton
Manoscritti alchemici di Newton

Ma a cosa servirebbero queste grotte?

Pare che trmite esse si possa raggiungere una nuova dimensione.

In particolare:

  • La prima, porterebbe in una dimensione simile alla nostra, legata comunque alle leggi della fisica.
  • La seconda porterebbe, invece, ad una dimensione più immateriale, distaccandosi dal mondo che conosciamo. Secondo gli alchimisti, se si attraversa il portale della seconda grotta è possibile poi uscirne.
  • La terza grotta invece porterebbe completamente in un’altra dimensione dalla quale non è possibile tornare indietro.

Apolonnio di Tyana e la pietra filosofale.

Come detto, le Grotte Alchemiche sarebbero delle gallerie sotterranee. Considerate delle vere e proprie porte per dimensioni parallele. Esse custodirebbero anche la pietra filosofale.

Grotte Alchemiche di Torino - Apollonio di Tyana
Apollonio di Tyana

Tale pietra possederebbe tre straordinarie proprietà

  1. Fornire un elisir di lunga vita che permetterebbe l’immortalità.
  2. Far acquisire l’onniscienza. Cioè una conoscenza assoluta del passato e del futuro, del bene e del male.
  3. La possibilità di tramutare in oro i metalli.

E’ qui che entra in gioco Apolonnio di Tyana (o Tiana). Egli nacque nell’omonima città in Cappadocia, intorno all’anno zero. Studiò Platone e Pitagora. Era vegetariano, non beveva vino e camminava scalzo. Considerato veggente e guaritore, predicò uno stile di vita sobrio basato sull’amore per il prossimo. Pare che la sua più preziosa caratteristica fosse l’abilità nel preparare talismani contro il Male.

Secondo la tradizione Apollonio di Tiana giunse a Torino e qui vi nascose uno dei suoi potenti talismani. Un’altra teoria sostiene invece che il talismano sia stato portato a Torino dai templari. Non Essi lo nascosero poi all’interno della terza grotta.  

Non è dato sapere come siano andate veramente le cose. Tuttavia, sono in molti a pensare che il talismano sia in realtà la pietra filosofale.

Grotte Alchemiche di Torino e Piazza Castello

Grotte Alchemiche di Torino - Nostradamus
Nostradamus

Le tre grotte hanno degli elementi comuni tra loro. Innanzi tutto, partono tutte al di sotto di edifici di potere, siano essi laici o religiosi. Inoltre, hanno tutte un riferimento a Piazza Castello.

La zona di Piazza Castello è in effetti strettamente legata alle Grotte Alchemiche. Innanzi tutto, in prossimità della piazza è custodita la Sindone, potente simbolo positivo. In secondo luogo, al centro della cancellata di Palazzo Reale, vi sarebbe il punto maggior energia positiva. Infine, pare che diversi indizi che eccellenti alchimisti come Paracelso, Nostradamus e Cagliostro vissero per un periodo in questa zona.

Tra leggenda e realtà

Probabilmente non sapremo mai se si sta parlando di leggenda o realtà. Tuttavia, si narrano le storie o le leggende su di esse sono molte.

Una delle più famose riguarda il principe Umberto. Si dice che fosse riuscito a penetrare nella prima grotta. Tuttavia, non era preparato ai suoi poteri. La grotta percepì e materializzò i suoi timori e le sue paure più profonde. Quali? Quelle che tutti i monarchi hanno. Pochi giorni dopo fu assassinato a Monza.

Un’altra delle leggende che si racconta riguarda uno dei punti di accesso alle grotte. Pare che esso sia costituito dalla Fontana dei Tre Tritoni, sita nei giardini reali. Dopo tre giri intorno alla fontana, se si è ritenuti degni, un invisibile portale di accesso si aprirà per consentire l’ingresso.

Di certo c’è che nei sotterranei di Palazzo Reale vi siano dei resti di un antico laboratorio alchemico con segni legati all’esoterismo. Quanto meno questo è il significato che viene dato a strani resti rinvenuti durante i lavori e gli scavi effettuati nel 2006 per le Olimpiadi di Torino. Come detto, pare che sia stato fatto costruire da Carlo Emanuele I.