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Foto prese dalla rete

La storia della nascita del Gianduiotto di Torino inizia nel 1559. Dopo la firma del trattato di pace di Chateau Cambresis, Emanuele Filiberto importa nello stato sabaudo i primi semi di cacao. In breve tempo si diffonde il consumo di bevande al cacao.

Nell’800, in cacao continua ad essere molto richiesto a Torino. Oramai è di uso comune assaporarlo in diverse forme e gusti.

Nel 1826, Giovanni Martina Bianchini crea una macchina allo scopo di produrre dolciumi con cacao, acqua, zucchero e vaniglia. La macchina sforna quello che può essere considerato il vero e proprio primo cioccolatino.

Storia del Gianduiotto

In questo contesto, pare che l’invenzione della pasta Gianduia sia principalmente dovuto al Blocco Continentale emanato da Napoleone nel 1806. Il cacao veniva principalmente commercializzato dagli inglesi, ma con il Blocco Continentale egli, infatti, proibì l’attracco delle nevi britanniche in qualunque porto sotto il dominio francese.

Gianduiotto Cafarel
Gianduiotto Cafarel

Per far fronte alla scarsità di cacao Michele Prochet, decise di sostituire parte del cacao con la nocciola delle langhe, di cui il Piemonte ne possedeva in quantità. Il cioccolato così prodotto con cacao, nocciola e zucchero vide la luce nel 1852.

Tuttavia, secondo la tradizione il Gianduiotto fu prodotto per la prima volta dalla Caffarel e distribuito gratuitamente dalla maschera Ginaduja (da cui prende il nome) nel carnevale del 1865.

Ma è tutto vero?

Questa storia è sicuramente affascinante, tuttavia pare un po’ discutibile. Innanzitutto, il blocco voluto da Napoleone fece crescere a dismisura anche il prezzo dello zucchero (assolutamente necessario per la preparazione), che in breve tempo sparì dai mercati. In secondo luogo, il Blocco Continentale termina con la Restaurazione nel 1814.

Inoltre, va sottolineato che Michele Prochet nacque nel 1839, quindi nel 1852 aveva circa 12-13 anni. Possibile che un ragazzino abbia creato un impasto così rivoluzionario? Certo possibile, ma molto improbabile.

In verità anche la data del 1865 presenta alcuni dubbi. Non ci sono conferme documentate della distribuzione del Gianduiotto al Carnevale del 1865. La stessa Caffarel inizierà una promozione massiccia del Gianduiotto con cartoline e confezioni solo nel 1899-1900.

Sta di fatto che il Gianduiotto fu il primo cioccolatino ad essere incartato singolarmente. A seguito del suo successo la Caffarel depositò il marchio, tanto che ad oggi è ancora l’unica azienda a poter apporre la maschera Gianduja sul cioccolatino.

Produzione

Gianduja
Gianduja

Per molto tempo il Gianduiotto fu preparato in forme e tagliato a mano. L’impasto fatto con le nocciole non si adattava alla produzione in forme.

Tuttavia, nel tempo sono stati sviluppate due diverse tecniche per la produzione. La produzione per estrusione prevede la colatura dell’impasto direttamente su piastre, senza l’uso di stampi. Per essa si utilizzano solitamente macchine particolari, progettate per la realizzazione di questo prodotto.

La produzione industriale avviene invece per mezzo del colaggio. Un impasto con una minore percentuale di cioccolato è colato all’interno degli stampi. Il risultato finale è un prodotto un po’ più duro, necessario affinché si stacchi dallo stampo.

Perche’ si chiama Gianduiotto?

Come detto il nome deriva dalla maschera carnevalesca Gianduja. Le diverse teorie sulla nascita del nome Gianduja in qualche modo fanno tutte riferimento al dialetto astigiano. Il nome deriverebbe Gioann dla doja, ovvero Giovanni del boccale. Gianduja è infatti spesso rappresentato rubicondo con un boccale in mano.

Per questo motivo sarebbe più corretto chiamarlo Giandujotto.

La storia del Gianduiotto si ripete

Nutella
Nutella

Similmente a quanto accaduto con il Blocco Continentale voluto da Napoleone, durante la Seconda guerra mondiale l’Italia ebbe nuovamente penuria di cacao. Pietro Ferrero, proprietario di un’azienda pasticcera ad Alba, per la preparazione delle sue creme sostituì quindi il cacao con le nocciole. Nel 1946 egli vendette i primi 300kg (in blocchi da taglio) di Pasta Giandujot.

Cinque anni dopo vide la luce la Supercrema venduta in grandi barattoli. Il figlio di Pietro, Michele Ferero, nel 1963 decise di modificare la Supercrema con lo scopo di commercializzarla in tutta Europa. Ne modificò la composizione, dandogli il nome più accattivante di Nutella (basato sulla parola inglese nut, cioè nocciola) e ne registrò il marchio. Il primo vasetto di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 20 aprile 1964. Da allora il suo successo non si è mai fermato.

Un commento su “Il Gianduiotto di Torino

  1. Gianduiotto Caffarel UNICO, buonissimo si scioglie in bocca lasciando un gusto unico. La Nutella nessuno la può imitare è solo quella della Ferrero.,.