0 7 minuti 2 anni
Sito: Museo di Artiglieria
Foto copertina e articolo di Michele Giannone

La Cittadella di Torino fu una fortezza difensiva. Di forma pentagonale, fu voluta dal duca Emanuele Filiberto di Savoia nel suo progetto di rinnovo delle difese della città. Oggi ne rimane solamente il Mastio, cioè l’edificio d’ingresso a due piani, ma non per questo è meno interessante.

L’idea di una fortezza difensiva a Torino è in realtà dei francesi. Nei primi anni del ‘500 essi controllavano la città e progettarono la prima struttura difensiva.. Il progetto originale fu di Francesco Horologi. Rientrato in possesso dei suoi territori Emanuele Filiberto riprese il disegno originale affidandolo a Francesco Paciotto. Paciotto diventerà famoso proprio portando al nord Europa le tecniche di fortificazione italiane, soprattutto nella costruzione della cittadella di Anversa.

Costruzione della Cittadella

I lavori iniziarono nel 1564 sotto la direzione del generale Nicolis di Robilant, ma termineranno solamente nel 1577. La struttura aveva una forma pentagonale con possenti bastioni ai vertici. Al centro vi era un pozzo, chiamato Cisternone, per il rifornimento di acqua in caso di assedio. L’esterno era invece circondato da un ampio fossato, tuttavia privo di acqua a causa del terreno estremamente drenante.

Cittadella
Mastio della Cittadella – Ingresso

Un ampio reticolato di gallerie sotterranee si diramavano al di fuori della cittadella. Le gallerie capitali si estendevano a raggera dal centro, sovrapposte tra capitali alte e capitali basse. Le capitali alte erano poi unite tra loro da una galleria magistrale che correva esterna al fossato. Dalle capitali si diramavano poi le gallerie secondarie. Queste permettevano di coprire una vasta area. Infine, tramite dei piccoli e bassi cunicoli, si potevano raggiungere i fornelli, o gallerie di contromina, predisposti per l’esplosivo.

Le galleria arrivano fino ad una profondità di 14 metri, irradiandosi al di fuori della fortificazione per oltre 60 metri.

Nella sua storia la Cittadella fu teatro di tre importanti assedi.

Il primo nel 1640, durante la guerra civile tra la reggente e i cognati, fratelli di Vittorio Amedeo I ormai deceduto. Tuttavia fu un assedio di superficie senza l’utilizzo delle gallerie sotterranee.

Il secondo, il più favoso, fu l’assedio di Torino del 1706. Qui le gallerie di contromina vennero utilizzate in maniera massiccia, con una rete di oltre 20km.

Il terzo assedio avvenne nel 1799. In mano ai francesi la Cittadella difese la città dall’attacco Austro-Ungarico. Il progredire della tecnologia rese evidente che la tecnica di difesa di contromina sotterranea non era più completamente soddisfacente.

Storia

Il 20 agosto 1698 esplose il magazzino delle polveri della Cittadella, distruggendo tutte le abitazioni adiacenti, compresa la chiesa di santa Barbara che verrà poi ricostruita.

La Legione Truppe Leggere, futura Guarda di Finanza, si installò per la prima volta alla Cittadella il 10 ottobre 1774

Cittadella
Mastio della Cittadella
Museo di Artiglieria

A partire dagli anni 30 del ‘700 la Cittadella venne utilizzata come prigione. Qui, nel 1799 ospitò per un breve periodo papa Pio VI durante il suo viaggio verso la Francia, dove era stato esiliato.

Nei primi anni dell’800, durante il dominio francese, bastioni e mura della Cittadella vennero abbattuti.

Durante i moti rivoluzionari del 1821, il 2 marzo la Cittadella venne assalita dai carbonari insorti contro gli austriaci. La stessa notte Vittorio Emanuele I abdicherà in favore di Carlo Felice, che con gli austriaci disperderà i rivoltosi.

Con il passare del tempo la cinquecentesca fortezza si rivelò ormai obsoleta. La Cittadella venne quindi prima utilizzata come caserma dei carabinieri e nel 1856 si procedette alla sua demolizione. Solamente il Mastio venne salvato ed utilizzato come prigione di stato.

A partire dal 1961, di fronte all’ingresso fu esposto un grande cannone bronzeo del XV secolo, poi ritirato nel Museo dell’artiglieria nel 2008.

Mastio della Cittadella
Statua a Pietro Micca

Nel 2001, durante i lavori della metropolitana le gallerie furono riempite con sacchi di sabbia per preservarle dalle vibrazioni degli scavi.

Nel 2007 venne invece sistemata l’area verde retrostante la Cittadella.

Attualmente la Cittadella è sede del Museo Storico Nazione dell’Artiglieria. Le gallerie sono ancora pressoché intatte e si possono visitare.

Nella chiesa di Santa Barbara (un tempo all’interno della Cittadella), si può visitare anche la tomba del conte Pietro de la Roche d’Alley, comandante della fortezza durante l’assedio del 1706.

La difesa durante l’assedio di Torino

Per preparare la difesa di Torino, l’ingegnere Bertola fece ampliare la ragnatela di gallerie sotterranee. La strategia era di poter raggiungere le postazioni nemiche sottoterra per poi farle saltare in aria.

L’esplosione avveniva tramite le gallerie di contromina. Qui veniva installata la polvere nera. La galleria veniva poi chiusa con uno spesso strato di terra. Questo permetteva di dirigere l’esplosione verso l’alto.  I danni sotterranei erano minimi, al contrario di quanto avveniva in superficie.

Ma come facevano i torinesi ad individuare l’esatta posizione dell’artiglieria nemica? Durante gli attacchi scendevano nelle gallerie con un tamburo, sul quale disponevano dei fagioli secchi. Ad ogni colpo i fagioli saltavano e si spostavano nella direzione da cui era partito il proiettile, indicando quindi la direzione giusta. Quando i fagioli saltavano in verticale, allora ci si trovava proprio sotto il cannone nemico. Era lì che bisognava mettere l’esplosivo.

Il Mastio della Cittadella
Targa creazione Guardia di Finanza

Il concerto

Nella notte del 31 agosto e 1° settembre 1706, per mantenere alto il morale delle truppe il marchese Roero di Cortanze, ufficiale di guardia, chiamò i suonatori del reggimento affinché’ tenessero un piccolo concerto.

Pare che sentendo la musica i francesi chiesero ad alta voce chi fosse l’ufficiale al comando. Saputo che era Cortanze, che l’ufficiale francese conosceva, chiese di suonare una ballata molto di moda a quell’epoca chiamata la follia di Spagna. Si narra che i Torinesi risposero che loro preferivano la follia di Francia e che i francesi accettarono quel brano. Comunque sia il concerto durò circa 2 ore con risa, complimenti e applausi da entrambe le parti.