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Sito ufficiale: Carpano
Museo: Il museo Carpano
Immagini prese dal Web

Il collegamento tra Torino, il Vermouth ed il suo inventore Antonio Benedetto Carpano è ormai conosciuto a livello mondiale. La narrazione più comune è che il distillatore Carpano ha inventato il Vermouth nella sua bottega, presso Piazza Castello. Nei pressi dell’antica distilleria, sebbene poco visibile, oggi vi è una targa commemorativa.

Tuttavia, c’è da dire che forse la storia è un po’ diversa dalla narrazione.

Lapide a ricordo di Carpano in piazza Castello

Origine del Vermouth

  • 1443. Uno dei più antichi documenti mai ritrovati testimonia una tassa daziale per la produzione di acquavite derivante da Barbera e Moscato. La tradizione e la conoscenza della distillazione piemontese è quindi molto antica. 
  • 1541. La raccolta di ricette intitolata De Re Coquinaria include la preparazione di vinum absinthiatum che oltre all’assenzio, contiene altre spezie. È probabilmente indicata per scopi digestivi. La raccolta si basa su ricette attribuite al romano Marco Gavio Apicio, vissuto probabilmente tra il I secolo a.C e il primo secolo d.C. In pratica il Vermouth era bevuto già dagli antichi romani
Frontespizio dell’edizione neerlandese del 1709
  • 1549. Viene pubblicato il libro De Notevoli et utilissimi ammaestramenti sull’agricoltura in cui Costantino Cesare propone la preparazione di un vino all’assenzio, per curare i problemi di stomaco ed intestino
  • 1570. Nel Trattato sulla coltivazione delle viti e del frutto che se ne può cavare l’autore Giovan Vittorio Soderini riporta “ … usano i Germani ed in Ungheria ancora si fa vino d’assenziorosmarino e salvia”. Difatti, proprio dalla lingua tedesca deriva il nome wermutwein.
  •  1583Carlo Emanuele di Savoia emana un editto per favorire l’insediamento di opifici e liquorerie a Torino, offrendo uno sconto sulle tasse. A seguire, in poco tempo nasce la Contrada Dora Grossa, questa sarà la prima sede di molte distillerie
  • 1585. Il medico romano Castore Durante, nel suo libro Herbario Nuovo, cita la produzione di un vino all’assenzio per provocare l’appetito.

L’arrivo di Carpano

  • 1712Massialot scrive Nouvelle instruction por les confitures et liquors, dove è presente un capitolo dedicato alla grande maestria dei distillatori torinesi e la bontà dei loro Rosoli.
  • 1736. Viene pubblicata la Farmacopea Taurinense che contiene alcune ricette di vino all’assenzio destinato allo scopo medico
  • 1739. A Torino viene fondata l’Università degli acquavitai e dei confetturieri. Negli archivi si possono ancora trovare le prove d’esame per diventare maestro di alambicco
  • 1757. L’inglese Ambrose Cooper stampa The Complete distiller menzionando i Rosoli di Torino
  • 1773. Nell’opera Oenologia ToscanaGiovanni Cosimo Villifranchi cita la produzione di un vermuth, assimilandolo ai vini medicinali stomatici di Plinio e Dioscoride. Nello stesso periodo il maggiordomo del castello di Agliè, cita vini Vermouth nel suo inventario indicandoli come ricostituente per i convalescenti e per le balie che devono produrre latte
Antornio Benedetto Carpano
  • 1786. La nascita del Vermouth. Secondo la tradizione è in quest’anno che Antonio Benedetto Carpano inventa il Vermouth. La paternità di Carpano è sancita delle pubblicazioni di StrucchiIl Vermouth di Torino, e Maragliano, Manuale del liquorista di Maragliano.

Il Vermouth di Carpano

Assumendo, come vuole la tradizione, che Carpano abbia davvero inventato il Vermouth; cosa è successo dopo il 1786

  • 1786Carpano crea il suo vino aromatizzato. Personaggio colto ed amante di Goethe, battezza questa sua nuova bevanda con il nome di Vermouth, derivato dal tedesco Wermut che significa appunto assenzio (Artemisia maggiore). La prima versione, preparata nella sua bottega in Piazza Castello, di fronte a Palazzo Reale, è un Vermouth bianco preparato con vino moscato. Convinto del suo nuovo preparato Carpano ne invia immediatamente una cesta al re Vittorio Amedeo III. Il sovrano lo apprezza a tal punto da adottarlo nei consumi quotidiani della famiglia reale. Di conseguenza tutta la corte ne diventa regolare consumatore. In aggiunta, poco tempo dopo, arriva anche la versione del Vermouth Carpano con vino rosso
  • 1820. La richiesta del Vermouth Carpano continua a crescere, tanto che il nipote (Giuseppe Bernardino Carpano) decide di far evolvere la bottega trasformandola in Fabbrica di Liquori e Vermouth Giuseppe Carpano, già ditta Marendazzo e Com.ia, sotto i portici di Piazza Castello al n. 21. Successivamente, dal 1840 al 1888, la fama di Carpano si espande e il bicchiere di Carpano diventa a tutti gli effetti l’aperitivo per eccellenza e la bevanda preferita di Torino. Tra i molti appassionati del Vermouth Carpano ricordiamo il conte di CavourMassimo d’Azeglio, e Giuseppe Verdi
Campagna pubblicitaria disegnata da Armando Testa

Il Vermouth nei tempi moderni

  • 1898. Con la terza generazione della famiglia Carpano, i fratelli Luigi ed Ottavio, decidono di abbandonare la dimensione artigianale della bottega e di fondare uno stabilimento industriale per la produzione del Vermouth
  • 1939. Nel 1916, anche a causa della crisi della Prima Guerra Mondiale, la storica bottega di Piazza Castello viene chiusa. L’anno successivo la gestione dell’azienda passa alla vedova di OttavioMatilde Govone. Nel 1939, estinta la dinastia Carpano, la proprietà viene assunta da Silvio Turati, appartenente ad un’importante famiglia imprenditoriale torinese. Egli decise di mantenere il processo di produzione tradizionale, ignorando tutti i progressi e le innovazioni tecnologiche di quel periodo. 
  • 1950. Nell’immediato dopoguerra Silvio Turati si impegna nella promozione del Vermouth Carpano con campagne pubblicitarie a cui partecipano anche la squadra ciclistica di Fausto Coppi e Totò
  • 1978. In questo anno l’azienda viene acquisita dal marchio Caffè Sport Borghetti, che mantiene comunque l’etichetta Carpano
  • 2001Fratelli Branca Distillerie acquisisce il marchio Carpano, trasferendone la produzione nella sua sede milanese
  • 2017. La legge italiana regolamenta la produzione di Vermouth: la gradazione alcolica minima deve essere il 16% e non deve superare il 22%. Deve contenere Artemisia (Assenzio) e deve essere composto almeno dal 75% di vino bianco.

Il Vermouth oggi

Nel corso del tempo sono stati proposti (ed accettati dai mercati) vari tipi di Vermouth. Possiamo identificarli nell’elenco che segue:

  • Extra secco: meno di 30 g di zucchero per litro 
  • Secco: meno di 50 g di zucchero per litro, minimo 16% di alcool 
  • Semi-secco: da 50 a 90 g di zucchero per litro 
  • Semi-dolce: da 90 a 130 g di zucchero per litro 
  • Dolce: 130 g o più di zucchero per litro 

Il Vermouth spesso è bevuto come aperitivo o digestivo. In questo caso il modo migliore è servirlo liscio, con due cubetti di ghiaccio e una fetta di arancia.

Tuttavia, è utilizzato come ingrediente fondamentale in diversi cocktail. I più famosi sono:

  • Negroni: Vermouth rosso, bitter e gin 
  • Americano: Vermouth bianco, bitter e soda 
  • Negroni Sbagliato: Vermouth rosso, bitter e spumante 
  • Manhattan: Vermouth Dolce, Bourbon e Angostura 
  • Martini Dry: Vermouth Dry e Gin