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Nel corso del tempo la città di Torino ha consolidato uno stretto legame con l’antico Egitto, tanto da avere il secondo museo egizio più importante al mondo dopo quello de Il Cairo. Non stupisce per tanto che tra le molte leggende sulla fondazione della città ce ne sia anche una che riguarda un principe egiziano: la leggenda di Pa Rahotep.

Pa Rahotep e la Liguria

Il principe egiziano Pa Rahotep (da noi noto con il nome di Eridano) professava il culto del dio Aton (il Sole). Questa sua credenza lo portava ad avere continui contrasti religiosi con i sacerdoti del tempo che sostenevano invece il culto del dio Amon (il dio del Cielo). Gli scontri diventarono sempre più violenti e costrinsero il principe Pa Rahotep a lasciare il suo Paese natale per non farvi mai più ritorno.

Siamo nel 1523 a.C. sotto il regno di Amenophi I. Costretto a lasciare l’Egitto il principe intraprende un lungo viaggio, alla ricerca di nuove terre da conquistare e popolare. Attraversare la Grecia e il Tirreno prima di giungere nella nostra penisola. Giunto in Italia prende possesso di una terra che egli chiama Ligurio, in onore di suo figlio. Nasce così la Liguria.

Pa Rahotep e Torino

Pa Rahotep continua poi il suo viaggio verso nord, raggiungendo una pianura alla confluenza di due fiumi, che potrebbero essere il Po e la Dora. In questo luogo fonda una città imponendo il culto di Iside e del dio Api, il toro sacro.

Pa Rahotep
La Reggia di Venaria in un’incisione di Romeyn de Hooghe per il Theatrum Statuum Sabaudiae

La leggenda narra che proprio in questa città, durante una corsa di quadrighe che partiva dal punto in cui oggi si trova la Fontana dei Dodici mesi, il principe morì annegato nel fiume. In suo ricordo il fiume è quindi chiamato Eridano.

Con l’arrivo dei Celti il fiume è rinominato Padam, per i molti pioppi presenti sulle sue rive. Successivamente il nome cambiò ancora in Po.

Nel corso del tempo il culto di Iside si è perduto, sostituito lentamente dalla Beata Vergine Maria Consolatrice (La Consolata) protettrice di Torino. Rimane invece vivo il dio Api (il toro), divenuto il simbolo della città.

Theatrum Sabaudie

Negli anni ’60 del Seicento, Carlo Emanuele II diede vita ad un progetto chiamato Theatrum Sabaudiae che aveva lo scopo di promuovere i territori governati dal duca.

L’opera, pubblicata ne 1682 sotto la reggenza di Madama Reale Maria Giovanna Battista, raccoglie 145 tavole che rappresentano dimore, chiese e luoghi degli stati Sabaudi.

In quest’opera la nascita di Torino è identificata da un uomo incoronato e due putti alati che evidenziano un drappo.

Qui è riportata la seguente frase

Aegyptiorum rex eridanus
Eridani fluviorum regis
In ripa urbem aegyptio tauro cognomino
Inaugurat
Sapete seculis ante romam condita

Ovvero

Il re egizio Eridano
Inaugura
Sulle sponde del re dei fiumi, l’Eridano
La città egizia chiamata “del toro”
Sette secoli prima della fondazione di Roma

C’è da dire che questa teoria venne molto sponsorizzata a inizio ‘800 per enfatizzare la relazione di Torino con l’Egitto. è di quel periodo, infatti, la collezione del primo nucleo di reperti che porteranno poi alla fondazione del Museo Egizio.