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Qual è stata la prima auto in Italia? La risposta ci porta alla fine dell’Ottocento e alla storia della Peugeot Type 3, una delle prime automobili a quattro ruote costruite dalla casa francese. La vettura arrivò in Italia il 2 gennaio 1893, acquistata dall’imprenditore tessile vicentino Gaetano Rossi.
La storia della prima auto in Italia è il risultato dell’incontro tra due realtà industriali: da una parte la Peugeot, protagonista dello sviluppo della mobilità a motore in Europa, dall’altra la famiglia Rossi, importante dinastia imprenditoriale del settore tessile italiano.
La Peugeot Type 3 acquistata da Gaetano Rossi ha attraversato oltre un secolo di storia, passando dalla provincia di Vicenza al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, dove oggi è conservata ed esposta.
La nascita della Peugeot: dalle origini tessili all’acciaio
La storia della Peugeot affonda le proprie radici nel XVIII secolo. Jean-Pierre Peugeot, nato nel 1734, avviò la propria attività nel settore tessile. La famiglia si dedicò inizialmente alla produzione di tessuti e arrivò anche a realizzare uniformi militari per l’esercito napoleonico.

Nel 1810, i figli di Jean-Pierre Peugeot rilevarono un mulino e lo trasformarono in un’attività industriale dedicata alla lavorazione dei metalli. In un’Europa profondamente trasformata dalla rivoluzione industriale, la famiglia seppe adattarsi alle nuove tecnologie, abbandonando progressivamente il settore tessile per concentrarsi sulla produzione di manufatti in acciaio.
Utensili, lame, molle e altri prodotti metallici permisero alla Peugeot di costruire rapidamente una solida reputazione per la qualità delle proprie lavorazioni.
La svolta decisiva sarebbe però arrivata nella seconda metà dell’Ottocento con Armand Peugeot.
Armand Peugeot e l’interesse per i nuovi mezzi di trasporto
Nato nel 1849, Armand Peugeot rappresentò una figura fondamentale nella trasformazione dell’azienda familiare.
Nel 1871 visitò l’Inghilterra e, una volta rientrato in Francia, convinse la famiglia a investire nella produzione di biciclette. La scelta si rivelò particolarmente fortunata: Peugeot arrivò a produrre circa 25.000 biciclette all’anno, affermandosi tra i principali produttori europei.
Ma Armand Peugeot guardava già oltre le biciclette.
Alla fine dell’Ottocento, uno degli obiettivi più ambiziosi dell’industria era realizzare un motore abbastanza compatto e leggero da poter essere installato su un veicolo destinato al trasporto delle persone.
La Peugeot Type 1: il primo veicolo a motore
Nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, Armand Peugeot presentò un primo veicolo a tre ruote equipaggiato con un motore a vapore, conosciuto come Peugeot Type 1.
La tecnologia a vapore, tuttavia, stava già mostrando i propri limiti.
Durante la stessa esposizione, gli inventori tedeschi Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach presentarono infatti un motore a combustione interna che attirò l’attenzione di Armand Peugeot.

Il nuovo propulsore risultava particolarmente interessante perché offriva dimensioni e caratteristiche più adatte alla realizzazione di un’automobile moderna.
Armand Peugeot decise quindi di puntare sulla tecnologia Daimler.
Peugeot, Levassor e i motori Daimler
Per sostenere economicamente il nuovo progetto, Armand Peugeot si mise in contatto con Émile Levassor, imprenditore attivo nel settore della lavorazione del legno e interessato anche alle nuove tecnologie motoristiche.
I due entrarono in contatto con Daimler per acquistare i nuovi motori. La produzione dell’azienda tedesca, però, non era ancora sufficiente a soddisfare la crescente domanda.

Fu quindi raggiunto un accordo che permise a Peugeot e Levassor di costruire direttamente 100 motori su licenza Daimler: 70 destinati alle attività di Levassor e 30 destinati ai veicoli Peugeot.
Grazie a questi propulsori Peugeot poté compiere il passo decisivo verso l’automobile.
La Peugeot Type 2 e la nascita della Type 3
Nel 1891, Armand Peugeot costruì una vettura a quattro ruote equipaggiata con un motore Daimler. Il modello è conosciuto come Peugeot Type 2 e rappresentò uno dei primi passi della casa francese nel settore automobilistico.
Poco dopo arrivò la Peugeot Type 3, destinata a entrare nella storia dell’automobilismo italiano.

Ed è proprio qui che la storia della Peugeot si intreccia con quella della famiglia Rossi.
La famiglia Rossi e le Tessiture di Schio
Mentre in Francia Peugeot sperimentava i primi veicoli a motore, in Veneto si era sviluppata una delle realtà industriali più importanti del settore tessile italiano.
Le Tessiture Rossi nacquero nel 1815 a Schio, in provincia di Vicenza. L’azienda crebbe rapidamente fino a diventare una delle principali realtà del settore laniero italiano, conosciuta successivamente con il nome di Lanerossi.

Tra gli stabilimenti più importanti dell’azienda vi era quello di Piovene Rocchette, affidato alla gestione di Gaetano Rossi.
Per il lavoro, Rossi doveva spostarsi quotidianamente tra Schio e Piovene Rocchette, percorrendo circa 15 chilometri per tratta.
All’epoca il mezzo di trasporto abituale era ancora la carrozza.
Gaetano Rossi e l’idea di acquistare un’automobile
Gaetano Rossi era particolarmente interessato alle innovazioni tecnologiche. Quando venne a conoscenza delle nuove automobili e delle loro prestazioni, comprese immediatamente quanto un’automobile avrebbe potuto semplificare i suoi spostamenti quotidiani.
Le prime vetture a motore potevano infatti raggiungere velocità nell’ordine dei 30-35 km/h, valori straordinari per l’epoca.
Rossi decise quindi di acquistare un’automobile.
Il problema era capire come procurarsela.
Come Gaetano Rossi acquistò la prima auto attivata in Italia
Per acquistare la vettura, Gaetano Rossi si rivolse inizialmente a un intermediario di Milano, che lo mise in contatto con Daimler.

La domanda di automobili e motori era però in forte crescita e gli ordini superavano la capacità produttiva dell’azienda tedesca. I tempi di consegna comunicati a Rossi erano di almeno sei mesi.
L’imprenditore vicentino non era disposto ad aspettare così a lungo.
Attraverso una serie di contatti arrivò quindi a Peugeot, che gli propose una Peugeot Type 3 equipaggiata con motore Daimler.
L’acquisto rappresentava un investimento eccezionale per l’epoca. Il valore della vettura, rapportato ai giorni nostri, viene stimato in circa 200.000 euro.
Una parte significativa del prezzo, circa il 20%, era inoltre rappresentata dai pezzi di ricambio.
Non bisogna dimenticare che nel 1893 l’automobile era ancora una tecnologia estremamente nuova. Le officine specializzate erano rare e la disponibilità di componenti di ricambio era molto limitata. Per questo motivo le prime automobili venivano spesso fornite con una dotazione di parti necessarie alle eventuali riparazioni.
2 gennaio 1893: la prima auto in Italia
La prima auto in Italia arrivò a Piovene Rocchette il 2 gennaio 1893: si trattava della Peugeot Type 3 acquistata dall’imprenditore vicentino Gaetano Rossi.
Questa data rappresenta un momento fondamentale nella storia dell’automobile in Italia.
Rossi iniziò infatti a utilizzare la vettura per i propri spostamenti tra Schio e Piovene Rocchette, sostituendo la tradizionale carrozza con uno dei più innovativi mezzi di trasporto disponibili all’epoca.
L’automobile attirò inevitabilmente l’attenzione della popolazione locale: vedere una vettura capace di muoversi autonomamente sulle strade era qualcosa di completamente nuovo.
La Peugeot Type 3 telaio numero 25, consegnata a Gaetano Rossi il 2 gennaio 1893, è riconosciuta dal Museo Nazionale dell’Automobile come la prima automobile venduta e circolante in Italia.
Che fine fece la prima auto d’Italia?
La storia della Peugeot Type 3, considerata la prima auto in Italia, non terminò con Gaetano Rossi.
Nel 1896, Rossi acquistò una nuova automobile, una Peugeot Type 9, e cedette la precedente Type 3 al suo amico Guido Lazzari.
Lazzari continuò a utilizzare la vettura per alcuni anni, prima di sostituirla con un’automobile più moderna. Decise tuttavia di conservarne la proprietà.
Durante la Prima guerra mondiale, la storia della vettura prese una svolta particolare.
Lazzari aveva acquistato un terreno con un capannone destinato a essere utilizzato come struttura legata alle attività aeronautiche militari. La Peugeot Type 3 venne in parte smontata e numerosi componenti furono utilizzati come pezzi di ricambio per la manutenzione degli aeroplani.
Nonostante la progressiva perdita dei suoi componenti originali, Lazzari continuò a conservare la vettura.
Dal garage di Lazzari al Museo dell’Automobile di Torino
Guido Lazzari morì nel 1956. Dopo la sua morte, il fratello ereditò le sue proprietà e successivamente cedette la Peugeot Type 3 a un antiquario di Udine.
L’antiquario iniziò a studiare la vettura per identificarne correttamente origine e modello.
Dopo un primo restauro, l’automobile venne identificata come una Peugeot Type 3 del 1894.
Non riuscendo a trovare un acquirente, l’antiquario propose la vettura a Carlo Biscaretti di Ruffia, figura centrale nella nascita del Museo dell’Automobile di Torino.
Lo scambio avvenne con una FIAT 1100, automobile molto più moderna rispetto alla Peugeot.
Nel 1957, la Type 3 entrò quindi a far parte della collezione del Museo dell’Automobile di Torino.
Ma la sua storia non era ancora stata completamente ricostruita.
La scoperta del 1998: non era del 1894
Per molti anni la Peugeot Type 3 rimase all’interno della collezione museale come automobile del 1894.
La svolta arrivò nel 1998, quando una nuova ricerca condotta negli archivi e nei libri mastri Peugeot permise di individuare un’importante informazione.
Il telaio numero 125 risultava essere stato venduto in Italia nel 1893.
A quel punto iniziò una nuova indagine per ricostruire la storia della vettura e verificarne l’identità.
La scoperta fu sorprendente: l’automobile cercata era già nella collezione del Museo dell’Automobile di Torino.
Per decenni era stata semplicemente identificata con l’anno sbagliato.
Gli studi successivi permisero quindi di ricostruire la corretta provenienza della vettura e di collegarla all’acquisto effettuato da Gaetano Rossi nel 1893.
La Peugeot Type 3 venne così nuovamente restaurata secondo la configurazione storica corretta.
Dove si trova oggi la prima auto d’Italia?
Oggi la prima auto in Italia, la Peugeot Type 3 del 1893, è conservata ed esposta presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

La vettura rappresenta una testimonianza eccezionale dei primi anni dell’automobilismo e della diffusione delle automobili in Italia.
La sua storia collega la rivoluzione industriale europea alla nascita della mobilità moderna: dalla trasformazione della Peugeot da azienda tessile a costruttore di automobili, fino alla scelta di Gaetano Rossi di utilizzare una vettura a motore per i propri spostamenti quotidiani.
Perchè la Peugeot Type 3 è così importante?
La storia della prima automobile in Italia non è soltanto la storia di una vettura antica.
È il racconto di un periodo nel quale l’automobile stava passando da curiosità tecnologica a nuovo mezzo di trasporto.
La Peugeot Type 3 arrivata in Italia nel 1893 rappresenta questo cambiamento. Da un lato c’è Armand Peugeot, imprenditore che intuì le potenzialità dei motori a combustione interna; dall’altro Gaetano Rossi, che comprese concretamente i vantaggi che una nuova tecnologia poteva offrire alla propria attività quotidiana.
Oltre un secolo dopo, quella stessa automobile continua a raccontare l’inizio di una trasformazione destinata a cambiare profondamente la società, l’industria e il modo di viaggiare.
La prima auto in Italia, arrivata nel 1893 con la Peugeot Type 3 di Gaetano Rossi, è quindi molto più di una vettura storica: è uno dei simboli della nascita dell’automobilismo italiano.
