0 7 minuti 2 settimane
Immagini prese dal Web
Sito ufficiale: Museo Nazionale del Risorgimento

Il Museo nazionale del Risorgimento di Torino è la più grande ed antica esposizione di storia della nostra nazione. È l’unico Museo del Risorgimento ufficialmente riconosciuto con il titolo “nazionale” grazie al regio decreto regio dell’8 dicembre 1901. Maestosa e ricca di storia è anche l’attuale sede espositiva di palazzo Carignano, che ben si adatta ad una così importante collezione.

Il museo custodisce reperti e cimeli del periodo storico di unificazione nazionale, che va dall’assedio di Torino del 1706 fino all’inizio della Prima guerra mondiale.

Il museo è stato fondato nel 1878, come ricordo nazionale per celebrare la morte del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II che nacque proprio a Palazzo Carignano.

Inizialmente al museo sono assegnati collocamenti provvisori e temporanei. Nel 1884 è allestito presso l’Esposizione generale italiana, quattro anni dopo è trasferito all’interno del museo civico di Torino. Solamente nel 1908 ottiene la sua prima sede permanente all’interno della Mole Antonelliana.

Inaugurazione del Museo del Risorgimento del 2011. Al centro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Nel 1930 è temporaneamente trasferito presso il parco del Valentino, al palazzo del Giornale. Infine, nel 1938 ottiene l’attuale sede di palazzo Carignano.

Ampliamenti ed aggiornamenti dell’esposizione museale avvennero in diverse occasioni, sempre concomitanti con importante date storiche per l’Italia. La prima fu nel 1848 in occasione del centenario della prima guerra d’indipendenza. A questa seguì una revisione nel 1961, durante la celebrazione del centesimo Anniversario dell’Unità d’Italia. Dopo le Olimpiadi di Torino il museo è chiuso per consentire lavori di restauro e riallestimento dell’esposizione. La riapertura avvenne il 18 marzo 2011, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Le prime esposizioni

Esposizione del 1884. Era un vasto allestimento che iniziava con i moti del 1820-21 e terminava con la presa di Porta Pia. Venivano fornite principalmente due chiavi di lettura. La prima vedeva il Risorgimento italiano come un processo più come nazional popolare che, come intenzione sabauda nell’unificare, la penisola. La seconda interpretazione proponeva i processi di nazionalità come un evento rivoluzionario di dimensioni europee scaturito dal periodo napoleonico. 

Museo del Risorgimento
La diplomatica di Cavour

Esposizione del 1889. Nel 1889 il museo è spostato provvisoriamente all’interno del museo civico. Nell’allestimento di questa esposizione il ruolo del Piemonte ottiene più spazio e diviene centrale rispetto a quanto mostrato nel 1884. Al museo è inoltre affiancata una grande biblioteca che contiene una raccolta completa dei documenti risorgimentali di tutta Italia corredata da pubblicazioni straniere.

Esposizione del 1908. Nel 1908 il museo ottiene una prima sede definitiva presso la Mole Antonelliana. Presentava 1274 pezzi esposti principalmente presso il salone centrale. L’esposizione affiancava allo scopo celebrativo delle glorie patrie anche uno scopo più educativo e storico.

Uniforme di Cavour al Congresso di Parigi

Esposizione del 1938. Nel 1938 il museo è definitivamente trasferito presso palazzo Carignano e qui inaugurato l’8 settembre alla presenza di Vittorio Emanuele III. In questa esposizione si perde il legame con l’Europa, rimpiazzato da un risorgimento strettamente locale che celebrava la grandezza dell’Italia, come volevo l’ideologia fascista del periodo. Il percorso doveva unire i fasti di Roma con il Risorgimento italiano fino ad arrivare al fascismo. Le origini stesse del Risorgimento sono anticipate all’assedio di Torino del 1706. I lavori di allestimento sono però interrotti a causa della Seconda guerra mondiale, i cui bombardamenti su Torino causarono diversi danni al Museo. Durante la resistenza invece, le sale del museo ospitarono riunioni clandestine di partigiani diventando anche deposito di armi e materiale di propaganda antifascista. 

Le esposizioni contemporanee

Esposizione del 1948. Dopo la Seconda guerra mondiale il museo è riaperto parzialmente in occasione del centenario della prima guerra d’indipendenza. In questa esposizione l’origine del risorgimento italiana tornava ad avere la data dei moti del 1820-21 e si chiudeva con la presa di Roma. In aggiunta trovarono spazio anche alcune sale dedicate alla liberazione allestite dall’Istituto storico delle Resistenza in Piemonte.

Museo del Risorgimento
Proiettile dalla ferita di Garibaldi ad Aspromonte (29 agosto 1862)

Esposizione del 1961. Per le celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia, nel 1961 si realizzò un nuovo allestimento con 1800 reperti distribuito su 32 sale. Si tentò di coinvolgere più visitatori possibili con un percorso che esaltava il processo di unità nazionale accessibile anche ai meno preparati. La chiave di lettura di tutta la mostra è nuovamente focalizzata alla diffusione in Italia delle idee napoleoniche che portarono ai movimenti patriotici.

Esposizione del 1965. Molto del materiale presentato durante l’allestimento del 1961 proveniva da collezioni privati. I pezzi sono quindi restituiti ai circa 350 diversi proprietari e il museo perse quindi molto del suo carattere nazionale. L’esposizione è quindi rivista con un taglio prettamente sabaudo che suggeriva la dinastia Savoia come principale responsabile del movimento risorgimentale.

Museo del Risorgimento
Testo miniato dello Statuto albertino

Esposizione del 2011. Dal 2011 il Museo del Risorgimenti si sviluppa in 30 sale, compresa la Camera dei deputati. Il percorso è un viaggio storico di come venne unificata l’Italia a partire dalla Rivoluzione francese fino all’inizio della Prima guerra mondiale. Si affrontano le trasformazioni economiche, politiche e culturali in un’esposizione dal chiaro intento educativo che riscuote ancora oggi un grande successo di pubblico.

La collezione del Museo del Risorgimento

La collezione esposta comprende reperti di diverso genere: armi, uniformi, documenti, manoscritti eccetera. Molti di questi hanno una rilevante valenza storica e simbolica. Tra i molti ricordiamo la carrozza donata a Garibaldi da Vittorio Emanuele II nel 1875, la pipa di Carlo Alberto, il testo dello Statuto Albertino, lo spartito del Canto degli Italiani musicato da Michele Novaro, l’uniforme da generale di Amedeo d’Aosta, la tenda da campo usata da Carlo Alberto durante la campagna del 1848-1849, il proiettile estratto dalla ferita di Garibaldi nell’Aspromonte.

Museo del Risorgimento
Tenda da campo utilizzata da Carlo Alberto durante la campagna del 1848-1849

La Camera dei deputati. Posto di eccezione merita la Camera dei deputati del Parlamento subalpino. La Camera fu attiva dal 1848 fino al 1860 ed è monumento nazionale fino del 1898. Gli arredamenti sono ancora quelli originali dell’epoca e una coccarda tricolore è posta in corrispondenza degli scranni dei parlamentari più importanti, quali Cavour, Garibaldi, Gioberti e altri.

La Camera dei deputati è l’unico esempio originale al mondo delle aule parlamentari istituite dopo le rivoluzioni del 1848.

Commenta