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Sito: http://www.operabarolo.it/
Foto di Lilia Bianco (mostra abiti d’epoca a Palazzo Barolo)

Palazzo Barolo è un edificio storico che sorge nel centro di Torino, in via delle Orfane. Inizialmente fu dimora dei Provana di Druento per poi passare ai Marchesi Falletti di Barolo fino all’estinione della casata. Oggi il palazzo è amministrato dall’associazione Opera Pia di Barolo e viene utilizzato per mostre ed eventi.

Palazzo Barolo
Palazzo Barolo

Il palazzo venne ristrutturato a partire dal 1692 dall’architetto Gian Francesco Baroncelli per conto dei Provana. Nel 1727 i Faletti diedero incarico a Benedetto Alfieri di modificarlo in stile roccocò.  L’interno e’ caratterizzato da ricche decorazioni, volte affrescate e dipinti ad olio. Notevole la ristrutturazione effettuata dall’Alfieri con la Sala Mozart, Sala degli Specchi e Salottino Cinese. Di particolare interesse la stanza di Silvio Pellico e l’appartamento dei Marchesi di epoca ottocentesca. L’intero palazzo venne ristrutturato nel 2012.

Tuttavia, il palazzo è famoso per gli avvenimenti accaduti alle due famiglie che ne furono proprietarie.

Storia e vicende

Come detto il palazzo venne ristrutturato nel 1692 per conto dell’allora proprietario Giacinto Antonio Ottavio di Provana, signore di Druento. La famiglia era molto facoltosa. Possedeva uno dei più grandi patrimoni del ducato e godeva di grande influenza a corte. La figlia di Giacinto, Elena Matilde era l’unica erede di quell’immensa fortuna. Venne obbligata dal padre a sposare nel 1695 un lontano cugino Gerolamo Gabriele Falleti di Barolo. Alle nozze partecipò tutta la nobiltà e per l’occasione la sposa si fece prestare una collana di perla dalla duchessa Savoia Anna d’Orleans.

La tragedia di Palazzo Barolo

Purtroppoa, durante la festa nunziale improvvisamente crollò lo scalone centrale del palazzo. Non vi furono vittime, ma la collana venne persa. Sarà poi ritrovata il giorno successivo tra le macerie. L’avvenimento scosse la società dell’epoca e il crollo venne interpretato come un brutto segno per il matrimonio. In realtà fu un’unione felice e la coppia ebbe tre figli. Nonostante cio’, Giacinto di Provana non fu in grado di pagare la dote promessa ai Faletti di Barolo.

Molto probabilmente il vizio del gioco dissolse il suo patrimonio. Egli richiamò quindi a palazzo la figlia con l’intento di allontanarla dal marito e sciogliere legalmente il matrimonio. Rinchiusa a palazzo e in preda a una forte depressione Elena Matilde il 24 febbraio 1701 si suicidò gettandosi da una finestra del secondo piano. Alla sua morte Giacinto di Provana lasciò tutto ciò che aveva alla Congregazione della Dottrina Cristiana, scatenando una battaglia legale con i Falletti di Barolo che ne rivendicavano il diritto di eredità.

Da Palazzo Provana a Palazzo Barolo

La contesa nel ebbe termine nel 1727 quando Ottavio Falletti di Barolo entrò in possesso di tutto il patrimonio.

Come conseguenza di quanto successo, l’edificio si era guadagnato la fama palazzo maledetto. Si diceva che fosse infestato dal fantasma di Elena Matilde.

Palazzo Barolo
Palazzo Barolo

Tuttavia, Ottavio non si fece spaventare. Dette ordine di iniziare la ristrutturazione incaricando Benedetto Alfieri. Nel corso degli anni successivi i Falletti di Barolo aumentarono le loro proprieta’. Acquisirono altri feudi e fecero fruttare i loro investimenti fino ad ottenere un immenso patrimonio. Si dice che solamente il Duca di Savoia era piu’ ricco dei Barolo.

Il tutto verrà ereditato piu’ tardi dal pronipote di Ottavio: Tancredi Falletti di Barolo nato nel 1782. Egli, durante una sua visita a Parigi conobbe a corte Juliette Colbert e la sposo’. Trasferitisi a Torino, lei diventera’ nota come Giulia di Barolo. Purtroppo, la coppia scoprì che non avrebbe potuto avere figli. Decisero quindi di comune accordo di “adottare” i poveri di Torino.

Giulia di Barolo

La Marchesa Giulia di Barolo diventera’ in poco tempo una delle più importanti personalità della città. Oragnizzera’ salotti culturali a palazzo, intrattenendo relazioni con la nobiltà, politici ed intellettuali. Soprattutto rivolgera’ la sua attenzione alla condizione delle donne. Giulia di Barolo si dedicò ad aiutare giovani madri, orfane e prostitute.

Palazzo Barolo
Palazzo Barolo

Fondò la Congregazione delle Suore di Sant’Anna. Nel 1821 aprì una scuola per ragazze povere a Borgo Dora, nel 1823 fondò un istituto per ragazze madre, nel 1825 aprì a Palazzo Barolo un asilo infantile riservato ai figli dei lavoratori, (il primo in Italia), nel 1833 aprì un monastero per le prostitute minorenni, si interessa alle carcerate presentando un progetto di riforma, che sarà discusso ed approvato dalle detenute stesse,  divenne la direttrice del carcere femminile. Infine, nel 1835 la coppia si dedicò in prima persona ad accudire i malati di colera durante l’epidemia. Purtroppo Tancredi si ammalò in quella occasione e morì 3 anni dopo.

A seguito di cio’, tutta l’amministrazione passò nelle mani di Giulia. Nel 1845 inaugurò un ospedale per bambine disabili, nel 1847 fondò una scuola professionale per le figlie di operai e nel 1857 aprì una scuola per tessitura e ricamo.

Tra il 1850 e il 1855 trovo’ il tempo per migliorare la coltivazione dell’uva nebbiolo nelle sue tenute valorizzando il vino Barolo. Nel 1863 iniziò la costruzione della Chiesa di Santa Giulia con la posa della prima pietra. Giulia di Barolo sara’ sepolta in questa chiesa solamente l’anno successivo. Lasciò tutto il suo patrimonio per la costruzione dell’Opera Pia barolo.

Il 21 gennaio 1991 fu avviata la causa di beatificazione di Giulia di Barolo, il 5 maggio 2015 Papa Francesco la dichiarò Venerabile. Nel 2018 diventerà Venerabile anche Tancredi Falletti di Barolo.