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Piazza Castello si trova al centro della città. Può essere considerata il cuore di Torino. Ad essa confluiscono le principali vie storiche (via Roma, via Garibaldi, via Po, via Lagrange).

La sua apertura viene fatta risalire al I secolo d.C.. Ha una tipica struttura romana, protetta da mura e dotata di porta per l’accesso alla città. Nel medioevo la porta romana venne rinominata Fibellona e fu costruito il palazzo vescovile (quello che poi diventerà Palazzo Reale). Da questo si accedeva ad un’antica chiesa che nel 1469 verrà rimpiazzata dall’attuale Duomo di San Giovanni.

Piazza Castello
Piazza Castello

Nel 1276, Guglielmo VII marchese di Monferrato, fece costruire una residenza fortificata al posto della vecchia struttura romana. Successivamente Ludovico di Savoia-Acaja rinforzò la struttura con delle torri, creando un vero e proprio castello. Da qui prende il nome la piazza.

I lavori di Vittozzi e Castellamonte

Con il trasferimento della capitale dello stato da Chambery a Torino nel 1563, prese il via il l’ammodernamento della città e della Piazza. Nella piazzetta di fronte al palazzo vescovile, il 7 ottobre 1578 Carlo Borromeo celebra una solenne messa per la prima ostensione della sindone (trasferita anch’essa da Chambery a Torino).

Piazza Castello
Piazza Castello

Nel 1583 Ascanio Vitozzi fu incaricato di ridisegnare la struttura della piazza, donandogli la forma attuale. Egli progetta i due edifici perimetrali della piazza e adiacenti a via Dora Grossa (oggi via Garibaldi) allineandoli alla preesistente Cappella di Casa Savoia (oggi Chiesa di San Lorenzo).

Il castello al centro della piazza fu collegato al Palazzo del vescovo tramite un corridoio elevato costruito nel 1605.

Alla morte del Vitozzi, i lavori passarono sotto la direzione di Carlo di Castellamonte. Egli nel 1619 costruì i porticati sul lato di via Nuova (oggi via Roma).

Tuttavia, il dilagare della peste e di problemi politici rimanderanno la costruzione del nuovo assetto. Il progetto di costruire Palazzo Reale al posto del palazzo vescovile avrà difatti inizio solo nel 1643. Fu Cristina di Francia (Prima Madama Reale), madre di Carlo Emanuele II ad incentivarne la costruzione

L’arrivo di Juvarra in piazza Castello

Con l’arrivo a Torino dell’architetto Filippo Juvarra la Seconda Madama Reale (Giovanna Battista di Savoia), moglie di Carlo Emanuele II, progettò una ristrutturazione in stila barocco del Castello. Di tutto il progetto però verra’ realizzata solamente la facciata principale.

Juvarra progettò anche gli edifici dell’Archivio di Stato e dell’Armeria reale. I lavori saranno poi finiti da Benedetto Alfieri che si occuppo’ anche della costruzione del Teatro Regio, degli uffici della prefettura e del porticato che connette Palazzo Reale con via Po.

Durante il periodo napoleonico, venne abbattuto il collegamento tra il Castello e Palazzo Reale, così come il muro che delimitava la piazzetta reale. I francesi avevano in programma anche il completo abbattimento di Palazzo Madama per creare una piazza più ampia. Fu l’intervento di Napoleone in persona ad evitare la distruzione del Castello.

Piazza Castello
Piazza Castello

I lavori del progetto dello Juvarra terminarono nel 1842. Successivamente nel 1848 verranno aggiunti i due Dioscuri all’ingresso.

Ultime modifiche

Nel 1873 venne aperta la Galleria Sabauda, che collega Piazza Castello con Piazza Carlo Alberto. Tra il 1873 e il 1897 venne aperta via Pietro Micca per collegare piazza Castello con piazza Solferino: questa e’ l’unica via in diagonale di tutto il centro storico.

Negli anni 30 del ‘900, venne costruita l’attuale via Roma e la Torre Littoria, che mal si adatta allo stile storico della piazza. A causa della tipica forma e del periodo della costruzione, la torre è soprannominata Dito di Mussolini.

Il punto magico di Torino

Esaminiamo ora con cura la cancellata che divide la piazza dal Palazzo Reale, realizzata nel 1840 da Pelagio Palagi, in particolare all’ingresso principale, coronato dalle statue gemelle dei Dioscuri.

Al centro, tra due imponenti sculture, secondo gli esperti di esoterismo vi è il confine che separa due mondi: ad ovest regna l’oscurità, mentre ad est domina la luce.

Dalla linea di demarcazione si estendono dodici vie mistiche, ciascuna associata a un diverso segno dello zodiaco, che dividono la città in altrettante aree. Si dice che passando sotto l’antico portale, custodito dai Dioscuri, si possa purificare l’anima dall’ombra che la avvolge.

Proseguendo oltre il portone si raggiungono i giardini reali, situati dietro il Palazzo Reale. Qui si trova la grandiosa Fontana dei Tritoni. Secondo gli studiosi di misteri, questa fontana rappresenta il cuore pulsante dell’energia benefica. Chi vi si avvicina con attenzione potrà percepire la sua forza vitale e rigenerante, che dona vigore e vitalità.