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Sito ufficiale: Stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova

La stazione di Porta Nuova è la principale stazione ferroviaria di Torino. Con circa 70 milioni di passeggeri annui e 450 treni al giorno è la terza stazione italiana. Affacciata su piazza Carlo Felice è ricca di storia e curiosità.

Il nome Porta Nuova

Il nome lo si deve all’ampliamento della città voluto da Carlo Emanuele I agli inizi del ‘600. Il prolungamento del centro storico verso sud portò all’abbattimento della vecchia Porta Marmorea romana, all’apertura della Via Nuova (attuale via Roma) e la costruzione di una nuova omonima porta posta nell’attuale piazza Carlo Felice. La prima Porta Nuova è costruita in muratura nel 1620. Era di carattere provvisorio e doveva servire principalmente a rendere la nuova parte della città fastosa e scenografica per l’arrivo a Torino di Maria Cristina di Francia per il matrimonio con il duca Vittorio Amedeo I.

La porta provvisoria viene poi abbattuta nel 1622. Quella definitiva è costruita più piccola tra l’attuale via Roma e via Gramsci. Purtroppo, di essa non rimane più traccia, completamente distrutta nel 1802 durante l’occupazione napoleonica.

La prima stazione

Con la Restaurazione del 1814 e il rientro dei Savoia a Torino prende piede un nuovo progetto di espansione della città verso sud. In questo contesto si inserisce il rimaneggiamento di via Roma, l’apertura del Viale dei Re (attuale corso Vittorio Emanuele II), l’apertura di quella che sarà poi piazza Carlo Felice e il congiungimento con San Salvario.

Porta Nuova
Costruzione della copertura

In concomitanza con questa espansione è realizzata una prima stazione ferroviaria provvisoria chiamata Scalo delle Ferrovie del Governo.

La realizzazione di una stazione ferrovia più stabile e fruibile inizia solamente nel 1861, su progetto di Alessandro Mazzucchetti con la collaborazione di Carlo Ceppi.

L’inaugurazione avvenne il 22 dicembre 1864, ma i lavori di costruzione per gli accessi laterali di via Nizza e via Sacchi termineranno solamente nel 1868.

Ampliamenti e rinnovi di Porta Nuova

In occasione dell’esposizione Universale del 1911 la stazione è ampliata per poter accogliere i numerosi visitatori che giungevano a Torino per l’evento.

Porta Nuova
Stazione di Porta Nuova nel 1884

A partire dagli anni 1920 iniziarono ad essere elettrificate in trazione elettrica a corrente alternata trifase alcune linee ferroviarie. La conversione a trazione elettrica a corrente continua avvenne solamente ne 1961 a partire dalla ferrovia Torino-Milano.

Intorno al 1940 sono eseguiti altri lavori per gli uffici postali con la costruzione di un gande edificio sul lato di via Nizza.

Il progetto originale prevede la parte centrale coperta da un’ampia volta in ferro e vetro, con i binari che terminano quasi sull’attuale corso Vittorio Emanuele II. L’ampia galleria, realizzata nel 1866 senza interrompere il traffico ferroviario sottostante, è larga 30 metri e lunga 150. La struttura portante è costituita da 33 capriate a traliccio con profilo a ginocchi, poste in senso trasversale.

Tuttavia, nel 1941 la copertura è demolita e parte dei binari rimossi per ricavare materiale ferroso a sostegno dell’industria bellica.

Porta Nuova
Stazione di Porta Nuova durante la guerra. La copertura venne rimossa per ricavare ferro per l’industria bellica.

La parte centrale della facciata, al di sopra del portico neorinascimentale, è chiusa da una grande vetrata, con la struttura costituita in pietra disegnata a quattro mani da Carlo Ceppi e Alessandro Mazzucchetti.

Al termine della Seconda guerra mondiale si decise di mantenere i binari arretrati, ripristinare la copertura e di utilizzare lo spazio ricavato per l’installazione di servizi ai passeggeri. La ristrutturazione avvenne tra il 1948 e il 1953 su progetto di Paolo Perilli. In questo periodo si assiste anche all’apertura di numerosi negozi e servizi a supporto del notevole incremento del flusso di passeggeri.

Interno di Porta Nuova

In un grande salone sul lato di via Nizza, un tempo destinato alla biglietteria, ci sono ancora gli affreschi originali, raffiguranti gli stemmi delle 135 città italiane collegate con Torino nel 1861 e l’indicazione della loro distanza in km. In questo momento, il salone della biglietteria è chiuso al pubblico, ma dalle porte vetrate che affacciano su via Nizza si possono scorgere alcuni stemmi.

Porta Nuova
Stazione di Porta Nuova. Sala Gonin

Vero e proprio gioiello della stazione è la sala d’attesa di prima classe, nota anche come Sala Reale o Sala Gonin dal nome del pittore che l’ha affrescata.

La sala, già presente nella prima costruzione del 1861, presenta un ciclo di pitture che raffigurano Terra, Acqua, Aria e Fuoco.

Ai quattro angoli, inoltre, ci sono i quattro continenti, Europa, Asia, Africa e Americhe, raffigurati da carte geografiche rette da angeli volteggianti nell’aria. Attualmente la Sala Gonin è aperta al pubblico solo per eventi o occasioni speciali.

Nel 1957 è invece inaugurata una piccola cappella sul lato di via Sacchi, vicino al binario 20. L’ingresso è caratterizzato da una porta in ferro battuto e vetro, l’unico in tutta la stazione in questo stile.

Il lato oscuro di Porta Nuova

La stazione di Porta Nuova ha svolto anche un ruolo oscuro e terribile. È da qui, infatti, che durante la Seconda guerra mondiale sono stati partiti centinaia di uomini e donne destinati ai lager nazisti.

Stazione di Porta Nuova. La vecchia biglietteria

Le persone erano radunate all’alba dentro il carcere delle Nuove e trasportati alla stazione per essere deportate. Il primo trasporto avvenne il 13 gennaio 1944, con arrivo a Mauthausen il giorno successivo. A questo seguì un secondo trasporto, sempre per Mauthausen, il 18 febbraio e poi ancora il 27 giugno verso Ravensbruck.

Inoltre, durante la guerra l’intera struttura è pesantemente danneggiata dai bombardamenti della RAF dell’8 dicembre 1942 e del 13 luglio 1943.

Tuttavia, Porta Nuova fu anche il luogo simbolo di arrivo dei pochi superstiti dopo la Seconda guerra mondiale. Nel 1974 la città ha voluto ricordare questi tristi eventi con una targa posta sul lato arrivi di via Sacchi.

Curiosità

A destra e a sinistra dei binari e della volta in acciaio vi erano l’edificio destinato agli arrivi (su Via Sacchi) e quello destinato alle partenze (su Via Nizza).

In questo modo, l’ingresso in stazione avveniva lateralmente, mentre ad oggi l’asse d’ingresso è parallelo ai binari stessi.

Una traccia di questo passato la si può notare se, dai binari, ci si volta verso Corso Vittorio Emanuele: infatti sulle torri laterali sono state restaurate le scritte “Arrivo” e “Partenza”.