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La chiesa di Santa Maria della Consolazione comunemente nota come Santuario della Consolata, quasi che fosse Maria ad essere consolata, è il più antico luogo di culto della città, nonché’ patrona della città assieme a San Giovanni Battista.

Santuario della Consolata
Santuario della Consolata

Origini

Il santuario sorge sui resti di una delle torri angolari delle mura romane. La prima chiesa di cui si ha notizie è del V secolo. Fu intitolata a Sant’Andrea e possedeva un’immagine della Madonna all’interno di una cappella. Intorno all’anno mille, la chiesa venne rinnovata in stile romanico con tre navate, un chiostro e il campanile. Questo è attualmente il più antico monumento di Torino dopo i resti romani. Tuttavia non è più incluso nel corpo principale dell’edificio.

Il miracolo

Durante l’ampliamento della chiesa, l’originale quadro della Madonna andò perduto. Un cieco di nome Giovanni Ravacchio arrivò in pellegrinaggio sostenendo di aver visto prima in sogno e poi come apparizione la Madonna che gli indicò dove recuperare il quadro nei sotterranei della chiesa. Pare che il quadro sia stato ritrovato il 20 giugno 1104. Con il ritrovamento il cieco riacquistò miracolosamente la vista. In seguito a questo miracolo la chiesa venne insignita del titolo di Basilica. Sebbene non vi siano documenti storici che confermino il fatto, all’interno della chiesa vi e’ una lapide del 1595 che ricorda l’avvenimento.

Ampliamenti e rinnovi del Santuario della Consolata

La chiesa venne ulteriormente ampliata nel 1448 su commissione dell’Ordine benedettino, prima di essere ceduta all’Ordine cistercense nel 1589.

Il primo importante rinnovamento avvenne a partire dal 1678 per ordine della Madama Reale Maria Giovanna Battista. Ne fu incaricato Guarino Guarini, che la trasformò in una chiesa in stile barocco. I lavori finirono nel 1703. In tempo per diventare uno dei più importanti luoghi di riferimento durante i difficili giorni dell’assedio di Torino del 1706. Assedio durante il quale, trovandosi vicino alle mura, era in una posizione a rischio.

Interno del Santuario della Consolata
Santuario della Consolata Interno

Fortunatamente rimase praticamente illesa, a parte un proiettile che colpì la cupola. Il proiettile rimase incastrato ed è visibile ancora oggi. Sfortunatamente la lapide commemorativa che lo circonda riporta la data sbagliata del 1704.

Tra il 1729 e il 1740, Filippo Juvarra procedette a un nuovo ammodernamento sempre in stile barocco. Venne disegnato l’altare maggiore, arrivato fino ad oggi, rimaneggiato il presbiterio e realizzata la cupola.

Durante il periodo napoleonico, a seguito della soppressione degli ordini religiosi, i cistercensi lasciarono il santuario. Esso divenne sede di una caserma. Caduto Napoleone, nel 1815 la basilica venne affidata agli Oblati di Maria Vergine.

L’aspetto attuale della chiesa venne infine completato nel corso del terzo ampliamento. Questo avvenne su progetto di Carlo Ceppi tra il l1899 e il 1904, con la creazione di 4 cappelle e altri ampliamenti.

Il 13 Agosto 1943, il santuario subì pesanti bombardamenti che distrussero quasi completamente il coretto si Silvio Pellico, assiduo frequentatore. Negli anni ’50 venne completamente ricostruito con una piccola cappella.

Santuario della Consolata: la Vergine Consolatrice
Satuario della Consolata
Vergine Maria Consolatrice

Interno del Santuario della Consolata

Il cuore dell’interno della chiesa e caratterizzato dalla struttura esagonale del Guarini. Ad essa si accede attraverso una cancellata di ferro battuto, dono del Marchese Tancredi Falletti di Barolo intorno al 1800. Sul fondo si apre il presbiterio con la cappella dello Juvarra che mette in risalto l’immagine di Maria Consolatrice.

Attorno all’esagono, sul lato sinistro, vi sono le 4 cappelle progettate da Carlo Ceppi. Una dedicata a San Valerico, le cui reliquie furono portate qui dai Benedettini, e un;altra a San Giuseppe. Sul lato destro troviamo la il coretto di Silvio Pellico ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Inoltra vi e’ la cappella dedicata alle anime del purgatorio e la Cappella del Sacro cuore di Gesù.

Il culto della Consolata è sempre ruotato attorno all’immagine della Vergine, ed è sempre stato molto caro ai Torinesi. Ne sono imostrazione i tantissimi ex voto esposti ovunque all’interno della basilica. Fu rifugio dei torinesi nei periodi difficili come l’assedio del 1706 o le due guerre mondiali.

Purtroppo, il 9 febbraio 1979, i gioielli ex voto custoditi nella teca assieme alla Vergine vennero rubati. Il furto mise in evidenza un’antica scritta che riconduce il dipinto a una copia di Antoniazzo Romano donato a Torino dal cardinale Della Rovere. Nonostante non sia l’originale dipinto della chiesa di sant’Andrea, la devozione dei torinesi per la Vergine non è mai venuta meno.