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Che legame c’è tra Torino e il toro? Vi sembrerà strano ma.. nessuno! Allora come mai lo stemma di Torino è identificato dal simbolo del toro? Per rispondere a questa domanda occorre fare un tuffo nel passato e ripercorrere diversi secoli di storia.

L’origine del nome Torino

Stemma di Torino
Il simbolo del Toro nel Codice della catena

Nel 44 a.C. Giulio Cesare ampliò un insediamento militare chiamandolo Iulia Taurinorum. Successivamente, nel nel 28 a.C., l’imperatore romano Augusto ne modifica il nome in Augusta Taurinorum.  Probabilmente si riferisce ai Taurini, un’antica popolazione celtica che abitava la zona.

L’insediamento è chiamato Taurasia o Taurinia dagli storici antichi. Nel corso del tempo il nome è progressivamente modificato fino a diventare Torino.

Tuttavia, i taurini non hanno nulla a che fare con i tori ma bensì con le montagne.

L’etimologia di Torino è da ricercarsi nella radice indoeuropea taur, che a sua volta deriva dal greco oros (montagna) e dal sanscrito sthur (massiccio), ad indicare quindi la provenienza montanara degli abitanti dell’epoca. Taur potrebbe anche provenire dal celtico thor, cioè monte.

Lo stemma del Toro

Ma allora da dove arriva il simbolo del toro che campeggia sullo stemma della città?

L’associazione deriva dall’araldica medioevale. Per associare determinati simboli ad una città (o una dinastia) il metodo comune consisteva nello scegliere un simbolo che ricordasse l’entità o il soggetto che doveva rappresentare.

Stemma di Torino
Primo stemma della città di Torino

Seguendo questo procedimento è facile immaginare come la scelta del toro per Torino sia venuta spontanea.

Il primo esempio di uso del toro nello stemma della città risale al 1360, nel Codice della Catena. Il Codice era un libro di pubblica consultazione che conteneva gli statuti della città, legato appunto con una catena per prevenirne il furto.

Nel Codice sono presenti le araldiche del padrone della città, il conte Amedeo VI rappresentato dalla croce bianca in campo rosso, e quella della città stessa un toro rosso passante (cioè che cammina) in campo bianco.  Oggi questo simbolo è ancora usato dalla circoscrizione 1 di Torino.

È curioso notare come questo primo stemma rimandi alla leggenda del Toro rosso della fondazione della città.

Evoluzione dello stemma

Stemma di Torino
Stemma dal 1619, con la corona comitale
in conseguenza dell’investitura della città del titolo di conte 
avvenuta per l’acquisto della contea di Grugliasco

Nel 1433 il toro è rappresentato per la prima volta con le corna bianche. Originariamente lo scopo era quello di renderlo più realistico, ma con il passare del tempo le corna andranno a simboleggiare il Po e la Dora.

Nel corso del Cinquecento il toro tende ad alzarsi fino a raggiungere la posizione attuale di toro furioso. Da notare che in araldica per il toro si utilizza il termine furioso, mentre si definiscono rampanti gli animali che non sono leoni, leopardi, lupi, gatti od orsi.

Stemma dal 1619 al 1811
(come variante senza alloro),
dal 1815 al 1848, poi dal 1928 al 1933,
ed infine dal 1945 ad oggi

Nel 1614, sotto il regno di Carlo Emanuele I, lo stemma è rappresentato con i colori attuali (blu per lo sfondo e oro per il toro). Non si conosce il motivo di questo cambiamento, anche se è probabile che sia dettato dall’esigenza di una rappresentazione più realistica (cielo blu e manto bruno).

Verso la fine del ‘600, con l’acquisizione del titolo di contea da parte della città di Torino, lo stemma è modificato applicando una corona da conte decorata da nove palle.

Lo stemma della città di Torino subirà altre modifiche (poi cancellate) durante la dominazione francese ed il periodo fascista.

Tuttavia, quello attuale è del tutto simile a quello utilizzato nel Seicento.