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Foto prese dalla rete

Tra le tante caratteristiche di Torino, questa è forse la più curiosa. Sono diverse le vie e piazze che siamo ormai abituati a identificare con un certo nome, ma che in realtà sono luoghi che non esistono.

Luoghi che (quasi) non esistono.

Iniziamo con quei nomi che possono portare a fraintendimenti.

I più famosi credo che siano Piazza Vittorio Veneto e Corso Vittorio Emanuele II. Ebbene questi due luoghi per i torinesi sono semplicemente Piazza Vittorio e Corso Vittorio. Punto. Nessuno fa troppo caso alla seconda parte del nome.

Non mi credete? Provate a chiedere indicazioni per la sbagliata Piazza Vittorio Emanuele. Nessuno vi dirà che non esiste. Tutti vi indicheranno Piazza Vittorio.

Curiosamente, ponte Vittorio Emanuele I è sempre chiamato correttamente. Quanto meno da chi lo conosce, altrimenti è il Ponte di Piazza Vittorio o Ponte della Gran Madre. Potete verificarlo di persona. Provate nuovamente a chiedere come arrivare a Ponte Vittorio, nessuno saprà dirvelo! Chiedete di Ponte Vittorio Emanuele I e qualcuno lo saprà. Se provate con Ponte di Piazza Vittorio o Ponte della Gran Madre avrete il 100% di risposte giuste!

Una situazione simile si verifica se chiedete ad un passante di Corso d’Azeglio. Colto alla sprovvista nessuno riesce ad associare Corso d’Azeglio a Corso Massimo d’Azeglio. Perché? Perché quello è Corso Massimo!

Luoghi che non esistono. Famosi..

Vi sono poi dei luoghi che veramente non esistono.

Uno dei più famosi è senza dubbio Piazza Carlina. Piazza Carlina non esiste! Sorpresi? Ma no dai.. lo sapevate.

Fino dalla sua apertura la toponomastica torinese la identifica come piazza Carlo Emanuele II. La piazza venne costruita da Amedeo di Castellamonte proprio su volere di Carlo Emanuele II. Tuttavia, venne soprannominata Carlina proprio a causa del duca Savoia. I torinesi chiamavano così il duca a causa dei suoi modi particolarmente effemminati.

Luoghi che non e sistono - Piazza carlina
Piazza Carlina

Esiste invece il Giardino Luigi Martini. Sapete dove si trova? Ammetto che questa é difficle. Anche chi lo sa, non sarà in grado di rispondere alla domanda a bruciapelo. Credo che solo chi ci abita risponderebbe giusto immediatamente.

Ebbene il Giardino Luigi Martini non è altro che Piazza Benefica! Scommetto che ora la conoscete tutti vero?

Il nome nasce da Casa Benefica, istituto di servizi educativi e socioassistenziali per gli orfani. Questo caso è ancora più curioso. Non solo cambia il nome, ma anche il genere. Non si tratta di una piazza ma bensì di un giardino intitolato ad un politico ed esponente della massoneria.

Altro esempio è Piazza dell’Obelisco. Anche questa non esiste. Però è più facile di prima. A Torino c’è solo una piazza con l’obelisco, si tratta bensì di Piazza Savoia.

Al centro della piazza vi è un’imponente obelisco a ricordo delle leggi Siccardi. Da qui comune soprannome di Piazza dell’Obelisco. Occorre tuttavia precisare che il nome ufficiale di Piazza Savoia non è destinato alla famiglia Sabauda. Bensì essa fa riferimento ma alla regione francese.

.. e luoghi che non esistono meno famosi

Molti abitanti di Barriera di Milano sono soliti ad andare al mercato dell’inesistente Piazza Cerignola (mia nonna era una di questi). Ancora una volta questa piazza non esiste! In realtà si chiama piazza Foroni. Prese questo bizzarro nome, poiché negli anni della migrazione del secolo scorso vi erano molti venditori pugliesi provenienti proprio da Cerignola. La piazza mantiene ancora questo nome, anche se limitatamente agli abitanti locali del rione.

Curva cento lire
Curva delle cento lire

E che dire della Curva delle Cento Lire? Questa caratteristica curva si trova nel quartiere Barca, al termine di Lungo Stura Lazio. Ebbene, non esiste alcuna curva con questo nome.

Non saprei dire da dove arriva questa abitudine. Forse dalla sua curvatura perfettamente circolare. Purtroppo è anche conosciuta per i tanti incidenti (spesso mortali) che si verificano.

La Pellerina non esiste!. Sorpresi? Il nome ufficiale del parco è in realtà Parco Carrara. Provate a chiedere del Parco Carrara e vedrete solamente facce incredule. Viene detto Parco della Pellerina da un’antica cascina della zona, ma il nome ufficiale è diverso.

Luoghi che non e sistono - Pellerina
Parco della Pellerina

In questa trattazione non può essere dimenticato il Santuario della Consolata. Che ci crediato o meno, a Torino non esiste nessun Santuario della Consolata. Esiste tuttavia il Santuario di Maria Consolatrice. Qui abbiamo addirittura l’inversione di ruoli tra chi fa l’azione e chi la riceve.

Infine, un luogo che non esiste e che forse pochi conoscono. Si tratta di Borgo Cina. Zona popolare e popolosa di Mirafiori Nord che nulla ha a che fare con il Paese asiatico.

Pare che il nome derivi dal fatto che al mattino gli operai si riversavano in massa per le strade per raggiungere la vicina fabbrica della FIAT gia’ vestiti in tuta di lavoro. Appunto come tanti cinesi.

Luoghi imprecisi

Vi sono poi alcuni altri luoghi che vengono pronunciati correttamente, ma veramente pochi ne conoscono il vero il significato. Spesso si va ad intuizione, riferendosi al significato più comune. E spesso l’intuizione è sbagliata!

Uno di questi, Piazza Savoia, lo abbiamo già discusso. La piazza e’ dedicta alla regione francese, non alla dinastia regnante.

Tuttavia questo non è l’unico esempio.

Luoghi che non e sistono - Piazza bengasi
Piazza Bengasi

Via Saluzzo, per esempio, non è dedicata alla cittadina cuneese, come spesso si crede. Essa è intitolata della famiglia Saluzzo-Provana.

Analogamente via Valperga Caluso non ha nulla a che vedere con i due paesi. La via ricorda il filosofo, astronomo e fisico Tommaso Valperga Caluso.

Continuamo con Via Millelire. I più giovani possono credere che sia a ricordo della vecchia moneta in circolazione in Italia. Invece è riferita a Domenico Millelire, ufficiale della Regia Marina.

Corretta è invece la denominazione di Piazza Bengasi. Tuttavia, solitamente l’accento è sbagliato. La pronuncia corretta della città libica è Bengàsi , mentre noi siamo abituati a pronunciarla come Bèngasi.

L’errore è talmente comune che, per evitare confusione, è stata utilizzata la versione scorretta anche nell’annuncio registrato della metropolitana.

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