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Immagini prese dalla rete

Tra le molte prelibatezze culinarie, Torino annovera anche la tradizione delle uova di Pasqua. Se non proprio come invenzione assoluta, contribuì quantomeno alla sua diffusione e popolarità mondiale.

La tradizione delle uova

La tradizione di preparare e decorare uova di ha un’origine antichissima ed è legata a credenze pagane. La dimostrazione è data dal ritrovamento di uova decorate in alcune tombe dell’antico Egitto, simbolo di vita, così come pare che anche gli antichi persiani durante la primavera si scambiassero uova di gallina come augurio e simbolo del rinnovamento della vita.

uova di pasqua
Uova di struzzo decorate risalenti a circa 5 mila anni fa. Trovate nella tomba di Iside della necropoli etrusca di Vulci (Italia)

Con l’avvento del Cristianesimo l’uovo è mantenuto come simbolo della risurrezione di Cristo. La forma simile a un sasso ricorda il masso che copriva il Santo Sepolcro, mentre all’interno è custodita una nuova vita, simbolo della resurrezione.

Più tardi, nel Medioevo, si diffuse in Germania la tradizione di regalare durante il periodo pasquale uova riccamente decorate con gemme e materiali preziosi. Queste erano scambiate tra le più importanti famiglie nobili dell’epoca come dono benaugurante e di prosperità.

Le prime uova di cioccolato

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Romualdo Ferrero, fondatore dell’omonima ditta

Tuttavia, le prime uova di cioccolato pare comparvero nel Settecento in Francia, presso la corte di re Luigi XIV. A dire il vero pare però che non ebbero particolare successo.

L’idea è però brillantemente rielaborata nel vicino Piemonte. A Torino la cioccolata era diffusa già da tempo come importante e comune prelibatezza nelle famiglie aristocratiche ed in città avevano luogo diversi laboratori per la sua lavorazione. Uno di questi era la bottega Giambone, sita in via Roma.

Qui la vedova Giambone ebbe l’idea di riempire di cioccolato liquido i gusci vuoti delle uova di gallina, per poi esporre il prodotto finito nella vetrina della sua pasticceria pare accanto ad una gallina viva. Si dice fosse il 1725 e, al contrario di quanto accadde in Francia, a Torino la novità ebbe immediatamente un notevole successo.

Le uova di Pasqua

La crescente richiesta di produzione di uova di Pasqua si riflette anche su una delle più prestigiose ditte torinesi: la Romualdo Ferrero. Fondata nel 1858 è probabilmente la più antica di Torino.

Attuale sede del caffì Talmone in piazza Carlo Felice

Dopo aver cambiato diverse sedi sempre nella città di Torino, oggi ha sede nel quartiere di Borgo San Paolo.  Romualdo era inizialmente specializzata nella creazione di biglie d’avorio per biliardi. Nel corso del tempo ha progressivamente abbandonato l’avorio dedicandosi alla lavorazione dei metalli ed alla realizzazione di macchine e stampi per la produzione del cioccolato.

Fu proprio la Romualdo a realizzare per il cioccolataio torinese Michele Talmone il primo stampo per realizzare l’uovo di cioccolato. Lo stampo ebbe talmente successo che tutti principali cioccolatieri di Torino (Venchi, Caffarel, Baratti, Streglio, ecc). ne fecero richiesta. Ancora oggi la Romualdo è leader internazionale per i macchinari di lavorazione del cioccolato.

Nonostante gli stampi messi a punto dalla Romualdo, continuavano ad essere prodotte solamente uova “piene”. Fu solo nel 1920 che la ditta Sartorio brevettò una macchina in grado di creare uova di cioccolato “vuote” e di grandi dimensioni.

La sorpresa

La tradizione di inserire una sorpresa all’interno di uova è di fine Ottocento e arriva dalla Russia. Lo zar Alessandro III commissionò al famoso orafo Peter Carl Fabergé un uovo particolarmente ricco da regalare alla moglie durante le feste pasquali.

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Un uovo Fabergé

Il primo uovo realizzato da Fabergé era in platino smaltato. Al suo interno vi era un secondo uovo d’oro massiccio che racchiudeva una riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro.

In 32 anni Fabergé produsse 69 uova, tutte molto sfarzose e preziose. Le uova sono oggi conservate in svariati musei nel mondo; una piccola parte è invece custodita in collezioni private.

Sulla scia dell’idea di Fabergé e grazie alla macchina Sartorio che permetteva di creare uova di cioccolato vuote, nel 1925 per la prima volta vennero inserite delle sorprese all’interno delle uova di cioccolato.  

Inizialmente erano piccoli animaletti in pasta di zucchero, ma presto questi vennero sostituiti con giochi per i bambini o doni per gli adulti.

Le uova di Pasqua oggi

La storia dell’uovo di cioccolato vede il suo ultimo atto nel 1974. Visto l’entusiasmo dei bambini ad aprire l’uovo di Pasqua per cercare la sorpresa, Michele Ferrero (figlio di Pietro, fondatore dell’omonima azienda) disse di volere donare ai più piccoli Pasqua ogni giorno. Nacque così l’ovetto Kinder Sorpresa che in breve conquistò il mercato di tutto il mondo.

Ovetto Kinder Sorpresa

Sebbene l’uovo di cioccolato sia ormai riconosciuto come simbolo pasquale in tutto il mondo, ci sono alcuni Paesi in cui non è così diffuso e popolare. Nel Nord Europa e nei Paesi anglosassoni resiste la tradizione del coniglietto (o lepre). Questo era considerato un animale prolifico, simbolo di rinascita durante il periodo primaverile che con l’avvento del Cristianesimo ha poi coinciso con il periodo pasquale. Comunque sia, anche in caso del coniglietto, è ormai tradizione inserire una piccola sorpresa per i bambini.