0 5 minuti 4 mesi
Immagini prese dalla rete

Via Palazzo di Città è una piccola strada del centro storico di Torino che mette in comunicazione il Municipio, o Palazzo di Città, con Piazza Castello e Palazzo Madama. Fu la prima strada aperta dopo il trasferimento della capitale da Chambery; pertanto, la sua creazione deve essere contestualizzata nella città dell’epoca.

Urbanistica di fine Cinquecento

Sin dal 1563, al suo ingresso a Torino, Emanuele Filiberto trovò la struttura urbana inadeguata al nuovo ruolo di capitale del ducato. In verità anche le strutture difensive versavano in cattive condizioni e avrebbero dovuto essere completamente riviste.

Emanuele Filiberto, sebbene intenzionato a porre rimedio ad entrambi i problemi, dovette fare i conti con gli alti costi dei rifacimenti da lui desiderati. Si decise quindi ad iniziare dalla risistemazione delle difese cittadine facendo costruire la Cittadella le mura e i bastioni.

Palazzo di città
Municipio di Torino

Nello stesso periodo il vecchio palazzo vescovile è identificato come luogo idoneo per la residenza del duca. Fu ovviamente necessario un’opera di rinnovo ed ampliamento per poter alloggiare tutta la corte e questo rimandò ulteriormente la sistemazione urbanistica dell’intera città

Fu solamente con l’insediamento di Carlo Emanuele I che si diede inizio all’espansione della città con l’apertura della Via Nuova (attuale via Roma) nel 1606 e successivamente via Palazzo di Città.

Apertura di via Palazzo di Città

Il rifacimento dell’area di Palazzo di Città e l’apertura di una nuova strada che congiungesse il municipio con Palazzo Madama probabilmente era già nei pensieri del duca sin da inizio Seicento. Nel 1603 infatti, durante la costruzione della chiesa del Corpus Domini, ordinò che fosse realizzata una piazza antistante la chiesa.

Palazzo di città
Piazza Palazzo di Città

Tuttavia, i lavori per la nuova via Palazzo di Città iniziarono solamente nel 1619. Lo scopo principale era quello di unire due dei più importanti punti della vita quotidiana dei torinesi: il municipio e la piazza antistante in cui si teneva un popolare mercato e i palazzi del potere di Piazza Castello. Forse è per questo uso “pratico e popolare” che gli edifici attorno alla via furono edificati in stile semplice ed essenziale, senza elementi decorativi rilevanti.

Nel 1659 iniziarono poi i lavori di costruzione del nuovo Municipio da parte di Lanfranchi. Seguiranno nel 1756 i lavori di ridefinizione della piazza di Palazzo di Città per merito di Benedetto Alfieri. Il progetto terminò nel 1774 con la costruzione dei portici e la ristrutturazione delle case di fronte alla chiesa del Corpus Domini.

Le velette

La sistemazione voluta da Vittorio Amedeo e realizzata da Benedetto Alfieri è giunta fino a noi praticamente inalterata. Essendo un collegamento diretto tra Municipio e Palazzo Reale, divenne presto il luogo ideale per il passaggio dei cortei quando i sindaci si recavano a salutare il sovrano. Per proteggere dalla pioggia le guardie che sostavano ai lati dei cortei, all’inizio del XVIII secolo vengono inserite le velette in pietra all’interno dei pilastri dei portici.

Palazzo di città
Le velette

Con il passare del tempo la frequenza dei cortei progressivamente si dirada, fino a scomparire del tutto. Nel mentre nei locali sotto i portici nascono attività commerciali utilizzeranno le velette come naturale estensione della loro bottega. Chiuse con una struttura di legno e vetro le velette diventano un conveniente spazio espositivo.

Purtroppo, di queste caratteristiche vetrine non rimane praticamente più traccia se non in qualche foto storica.

Camminare in via Palazzo di Città

Nonostante la via sia breve, merita sicuramente una visita per via della sua importanza storica e le varie curiosità che vi si possono trovare. Già in piazza Palazzo di Città troviamo, oltre al Municipio, la statua commemorativa al Conte Verde. La scultura è spesso derisa dai torinesi il Conte che si accanisce contro un uomo ormai a terra e sconfitto non pare proprio il ritratto di un eroe valoroso.

Palazzo di Città
Proiettile ottocentesco

Sempre nella piazza sulla rientranza dell’edificio a sinistra che delimita la via, al secondo piano, si può notare una palla di cannone. Il proiettile venne probabilmente sparato nel 1799 durante la conquista della città da parte dell’esercito napoleonico.

Proseguendo nella via, sotto i portici di sinistra troviamo la Casa dalla volta rossa, il primo nucleo dell’opera del Cottolengo. Come accennato in precedenza si giunge poi nella piazzetta su cui si affaccia la chiesa del Corpus Domini, luogo del miracolo eucaristico del 1453.

Infine, sull’angolo con Piazza Castello c’è l’ingresso laterale alla bellissima Chiesa di San Lorenzo, capolavoro di Guarino Guarini.