Villa Scott di Pietro Fenoglio a Torino
0 14 minuti 2 settimane

Villa Scott a Torino: il gioiello Liberty di Pietro Fenoglio


Tra le architetture che meglio raccontano la stagione del Liberty torinese, Villa Scott occupa un posto particolare.

Costruita nel 1902 sulla collina di Torino, in corso Giovanni Lanza 57, la villa fu progettata da Pietro Fenoglio in collaborazione con l’ingegnere Gottardo Gussoni per Alfonso Scott, esponente della nuova borghesia industriale cittadina.

La sua architettura, caratterizzata da volumi articolati, bow-window, logge, vetrate, ferro battuto e decorazioni floreali, rappresenta una delle interpretazioni più scenografiche dell’Art Nouveau a Torino.

Villa Scott è conosciuta anche per il cinema: nel 1975 Dario Argento la scelse come location per alcune scene di Profondo rosso, trasformandola nella celebre villa legata al mistero del film.

Dove si trova Villa Scott

La villa si trova in corso Giovanni Lanza 57, nella zona della precollina torinese, tra Borgo Po e Cavoretto.

La posizione è parte integrante del carattere della villa. Il terreno presenta un forte dislivello e l’edificio venne progettato sfruttando proprio la conformazione della collina.

L’edificio si sviluppa quindi in rapporto stretto con il giardino e con il pendio, creando una successione di corpi, terrazze, scale e punti di vista differenti.

Oggi l’edificio è una proprietà privata e non è normalmente visitabile all’interno. La villa può essere osservata dall’esterno.

Chi ha progettato Villa Scott?

Il progetto di Villa Scott risale al 1902 ed è attribuito a Pietro Fenoglio, che lavorò alla realizzazione insieme all’ingegnere Gottardo Gussoni. La villa venne concepita secondo i principi del Liberty, con una particolare attenzione al rapporto tra architettura, decorazione e andamento del terreno collinare.

Nel 1915 il complesso fu interessato da un ampliamento progettato dall’ingegnere Carlo Sgarbi, collaboratore di Fenoglio, intervento che venne integrato con l’architettura originaria.

Questa successiva trasformazione contribuì a definire l’aspetto complessivo della villa, mantenendo un rapporto coerente con il progetto e con il linguaggio architettonico originario.

La collaborazione tra Fenoglio e Gussoni non è un elemento secondario: i due lavorarono insieme anche al Villino Raby, realizzato l’anno precedente in corso Francia.

Il confronto tra Villa Scott e Villino Raby permette quindi di comprendere meglio una fase importante della produzione architettonica torinese dei primi anni del Novecento.

Per approfondire la figura dell’architetto puoi leggere anche l’articolo dedicato a Pietro Fenoglio e al Liberty torinese.

Scalinata d’ingresso di Villa Scott progettata da Pietro Fenoglio

Alfonso Scott e la nascita della villa

La residenza fu commissionata da Alfonso Scott, esponente della nascente industria automobilistica torinese e amministratore delegato della Società Torinese Automobili Rapid.

La villa appartiene quindi a quel periodo in cui la nuova borghesia industriale cittadina iniziò a commissionare residenze private capaci di rappresentare non soltanto il prestigio economico, ma anche il gusto moderno e l’apertura verso le nuove tendenze artistiche europee.

La scelta di Pietro Fenoglio è significativa.

All’inizio del Novecento Fenoglio era infatti uno degli architetti torinesi più interessanti nell’interpretazione dell’Art Nouveau, uno stile che a Torino avrebbe assunto caratteristiche originali e riconoscibili.

Villa Scott nasce proprio all’interno di questa stagione di grande sperimentazione.

L’architettura della villa

A colpire immediatamente è l’articolazione dell’edificio.

Non presenta una facciata rigidamente simmetrica, ma una composizione dinamica di volumi, aperture e corpi architettonici differenti.

Tra gli elementi più caratteristici troviamo:

  • il grande bow-window;
  • le logge;
  • le finestre dalle forme differenti;
  • le vetrate decorative;
  • le decorazioni floreali;
  • le ringhiere e gli elementi in ferro battuto;
  • la scenografica scalinata;
  • il rapporto diretto tra villa, giardino e collina.
Dettaglio di Villa Scott
Dettaglio di Villa Scott

Il risultato è un’architettura fortemente movimentata, nella quale la decorazione non viene semplicemente applicata alla struttura, ma contribuisce alla definizione stessa dei volumi.

Il repertorio Liberty convive inoltre con elementi di gusto neorococò, contribuendo alla particolare ricchezza visiva dell’edificio.

Una villa costruita sul pendio

Uno degli aspetti più interessanti di Villa Scott è il rapporto con il terreno.

La villa si trova infatti su un lotto caratterizzato da un importante dislivello. Fenoglio non cercò di cancellare questa caratteristica, ma la trasformò in un elemento del progetto.

Scale, terrazze e corpi di fabbrica seguono la conformazione del terreno, producendo un’architettura che sembra svilupparsi naturalmente lungo il pendio.

Anche per questo Villa Scott è molto diversa dalle grandi residenze Liberty realizzate nei quartieri pianeggianti della città.

Qui il paesaggio diventa parte integrante dell’architettura.

Il pendio di Villa Scott
Il pendio di Villa Scott

Le decorazioni Liberty

Il linguaggio decorativo è uno degli aspetti più riconoscibili della villa.

Le superfici sono arricchite da motivi floreali, mentre il ferro battuto e le vetrate contribuiscono a creare un insieme estremamente articolato.

Particolarmente interessante è anche il rapporto tra la villa e gli edifici accessori.

Le scuderie presentavano una decorazione ispirata all’Art Nouveau e dialogavano con gli altri elementi ornamentali del giardino. Tra questi viene ricordato anche un originale elemento decorativo a forma di vascello-ninfeo.

L’insieme testimonia la volontà di progettare non soltanto una casa, ma un complesso nel quale architettura, decorazione e spazio esterno fossero strettamente collegati.

Decorazioni floreali e ferro battuto di Villa Scott a Torino
Decorazioni floreali e ferro battuto di Villa Scott a Torino

La ricchezza decorativa proseguiva anche negli interni, dove erano presenti apparati ornamentali e arredi disegnati dallo stesso Fenoglio. La concezione della villa non si limitava quindi alle facciate e agli spazi esterni, ma interessava l’insieme dell’edificio, secondo una visione unitaria dell’architettura e della decorazione.

Villa Scott e il Liberty torinese

Villa Scott va inserita nel più ampio percorso dell’architettura Liberty torinese.

Pietro Fenoglio fu infatti autore di numerosi edifici nei quali sperimentò il nuovo linguaggio dell’Art Nouveau.

Tra le opere più note possiamo ricordare:

  • Casa Fenoglio-Lafleur;
  • Villino Raby;
  • Villa Scott;
  • Villaggio Leumann.

Questi edifici sono molto diversi tra loro, ma permettono di seguire l’evoluzione della ricerca architettonica di Fenoglio.

Villa Scott rappresenta in particolare una versione più scenografica e quasi fantastica del Liberty, favorita anche dal contesto collinare nel quale venne inserita.

Puoi scoprire altri edifici e architetti nell’articolo dedicato al Liberty a Torino.

Villa Scott e il Villino Raby

Il confronto con il Villino Raby è particolarmente interessante.

Le due costruzioni sono molto vicine cronologicamente: il Villino Raby risale al 1901, mentre Villa Scott venne realizzata nel 1902.

In entrambi i casi Fenoglio collaborò con Gottardo Gussoni.

Il contesto, però, è completamente differente.

Il Villino Raby si trova lungo corso Francia, all’interno di un quartiere urbano in espansione. Villa Scott si trova invece sulla collina, immersa in un contesto più verde e caratterizzato da una forte pendenza.

Lo stesso linguaggio Liberty viene quindi adattato a due situazioni urbane e paesaggistiche differenti.

Puoi approfondire il primo dei due edifici nell’articolo dedicato al Villino Raby a Torino.

Villa Scott e Gottardo Gussoni

La storia della villa permette anche di riscoprire la figura di Gottardo Gussoni, ingegnere e collaboratore di Fenoglio in alcune importanti opere torinesi.

La sua presenza nel progetto mostra quanto il Liberty torinese fosse il risultato di una rete di architetti, ingegneri, committenti e artigiani impegnati nel rinnovamento dell’architettura cittadina.

Villa Scott e Villino Raby costituiscono due esempi particolarmente interessanti di questa collaborazione.

Per conoscere meglio l’architetto puoi leggere Gottardo Gussoni e il Liberty torinese.

Da Villa Scott a Villa Fatima

La storia dell’edificio non si conclude con la famiglia Scott.

Dopo la morte del proprietario, la villa passò alle Suore della Redenzione e venne utilizzata come collegio femminile.

In questa fase l’edificio assunse il nome di Villa Fatima.

Fu proprio durante questo periodo che la villa entrò, molti decenni più tardi, nella storia del cinema italiano.

Villa Scott in Profondo rosso

Nel 1975 Dario Argento scelse Villa Scott come una delle location di Profondo rosso. Nel film la villa diventa la cosiddetta “villa del bambino urlante”, uno dei luoghi centrali della vicenda.

L’edificio assume un ruolo centrale nell’atmosfera inquietante della storia.

La sua architettura particolare, le scale, i volumi irregolari e l’ambientazione sulla collina contribuirono a creare una delle location più riconoscibili del cinema di Argento.

Il cinema ha così aggiunto un nuovo livello alla storia dell’edificio.

Nata come residenza privata della borghesia torinese di inizio Novecento, trasformata poi in collegio e infine diventata una location cinematografica, Villa Scott ha attraversato epoche e funzioni diverse mantenendo intatto il proprio carattere architettonico.

🎬

Curiosità | Quando Villa Scott diventò la casa degli incubi

All’epoca delle riprese di Profondo rosso, Villa Scott ospitava un collegio religioso. Per permettere a Dario Argento e alla sua troupe di girare gli interni della villa, fu quindi necessario trasferire temporaneamente le suore e le ragazze ospitate nell’edificio.

Secondo la documentazione di Italia Liberty, durante le riprese fu offerto loro un soggiorno a Rimini. Per alcuni giorni la villa progettata da Pietro Fenoglio rimase così a disposizione della troupe, pronta a trasformarsi nella scenografia di uno dei film più celebri di Dario Argento.

Villa Scott oggi

Villa Scott è oggi una residenza privata.

Non è normalmente possibile visitare gli interni, ma l’edificio può essere osservato dall’esterno in corso Giovanni Lanza 57.

Per chi percorre la zona della precollina, la villa rappresenta una delle testimonianze più interessanti dell’architettura torinese dei primi anni del Novecento.

Il contesto permette inoltre di proseguire alla scoperta di altre architetture della collina e di collegare idealmente Villa Scott con gli edifici Liberty del centro e dei quartieri di Cit Turin e San Donato.

Un itinerario tra le opere di Pietro Fenoglio

Villa Scott può diventare una tappa di un itinerario dedicato a Pietro Fenoglio.

Un possibile percorso può partire da Casa Fenoglio-Lafleur, proseguire verso il Villino Raby e arrivare poi sulla collina fino a Villa Scott.

In pochi chilometri si incontrano così tre edifici realizzati in un arco di tempo molto breve, ma caratterizzati da soluzioni architettoniche differenti.

Il percorso può continuare verso il Villaggio Leumann di Collegno, dove il Liberty assume una dimensione diversa e si lega alla storia dell’industria e dell’abitazione operaia.

Per avere una visione generale del percorso, puoi consultare la guida al Liberty di Torino.

Perché vedere Villa Scott

Villa Scott è uno degli esempi più interessanti del Liberty torinese: progettata da Pietro Fenoglio all’inizio del Novecento, conserva un originale equilibrio tra architettura, decorazione e paesaggio collinare.

La sua storia è legata anche al cinema: nel 1975 Dario Argento la scelse come location di Profondo rosso, trasformandola nella celebre “villa del bambino urlante”.

Oggi, pur essendo una proprietà privata, Villa Scott rimane una delle architetture più riconoscibili della precollina torinese e una tappa significativa per chi vuole conoscere il Liberty di Torino.

↗

Fonti e approfondimenti

Villa Scott rappresenta una delle architetture più interessanti del Liberty torinese e permette di comprendere l’evoluzione del linguaggio di Pietro Fenoglio nei primi anni del Novecento. Il rapporto con la collina, l’articolazione dei volumi, il ferro battuto e le decorazioni floreali rendono la villa particolarmente significativa nel panorama dell’Art Nouveau torinese. Per approfondire la figura di Fenoglio, la collaborazione con Gottardo Gussoni e il contesto nel quale nacque l’edificio, ecco alcune risorse selezionate.

Da leggere su Angoli Torino

Pietro Fenoglio, Torino capitale Liberty
La vita, la formazione e le principali opere di Pietro Fenoglio nel panorama del Liberty torinese.

Villino Raby a Torino: storia, architettura e Liberty
Un’altra importante opera di Fenoglio realizzata in collaborazione con Gottardo Gussoni e un utile confronto con Villa Scott.

Casa Fenoglio-Lafleur
Uno degli edifici simbolo del Liberty torinese, utile per confrontare il linguaggio architettonico di Fenoglio con quello più scenografico di Villa Scott.

Gottardo Gussoni e il Liberty torinese
La figura dell’ingegnere e la sua collaborazione con Pietro Fenoglio nella progettazione di alcune importanti architetture torinesi.

Torino Liberty
Una guida generale agli edifici, agli architetti e ai luoghi che raccontano la stagione del Liberty a Torino.

Fonti per approfondire

MuseoTorino – Villa Scott

Scheda dell’edificio di corso Giovanni Lanza 57, con informazioni sul progetto di Pietro Fenoglio, sul committente e sulla costruzione del 1902.

Catalogo Generale dei Beni Culturali – Villa Scott

Scheda del patrimonio architettonico con dati sulla progettazione, sulla localizzazione e sulla tutela dell’edificio.

Catalogo Generale dei Beni Culturali – Fenoglio e le ville Liberty

Approfondimento dedicato a Casa Fenoglio-Lafleur, Villino Raby e Villa Scott nel percorso professionale di Pietro Fenoglio.

MuseoTorino – Pietro Fenoglio

Biografia dell’architetto e panoramica delle principali opere realizzate a Torino, tra architettura residenziale, industriale e Liberty.

Italia.it – Villa Scott

Approfondimento turistico sulla villa, sulla sua storia e sul rapporto con il cinema attraverso Profondo rosso di Dario Argento.

Italia.it – Torino e le location di Dario Argento

Itinerario dedicato ai luoghi torinesi utilizzati nei film di Dario Argento, con Villa Scott tra le principali tappe.

Nota sulle fonti: le risorse indicate permettono di approfondire la storia di Villa Scott, il progetto di Pietro Fenoglio, la collaborazione con Gottardo Gussoni e il ruolo dell’edificio nel Liberty torinese. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali e MuseoTorino costituiscono i principali riferimenti per gli aspetti storico-architettonici; Italia.it offre inoltre un approfondimento sulla storia della villa e sul suo legame con il cinema.